Data: 08/04/2005
Tommaso Foti (An) si è dimesso dal consiglio comunale. Lo ha fatto ieri dando seguito a quanto da lui stesso preannunciato proprio nell'aula di palazzo Mercanti. Era appena passata l'estate e in Comune la maggioranza era alle prese con il rimpasto di giunta e le dimissioni a sorpresa di Giacomo Vaciago (Margherita). E fu da tale episodio che Foti prese spunto per fare sapere (v. Libertà del 28 settembre) che «di qui a breve me ne andrò anch'io da questo consiglio comunale perché mi è impossibile fare il pendolare dal Comune alla Provincia». Questa la motivazione, che fa riferimento al suo duplice incarico elettivo piacentino visto che dallo scorso giugno Foti siede tra i banchi consiliari anche della Provincia tra le file dell'opposizione. «C'è una concomitanza di sedute» tra i due enti che si riuniscono entrambi di lunedì, aveva fatto notare il parlamentare. Non volendo fare il «consigliere assenteista», e dovendo scegliere, Foti annunciò dunque che avrebbe optato per la Provincia, non fosse che in omaggio ai 60mila voti presi come candidato-presidente. Considerazioni ribadite nelle lettera di dimissioni al presidente del consiglio, Benedetto Ricciardi, in cui esprime «estremo dispiacere» nel dover abbandonare palazzo Mercanti. Tuttavia «non è certamente il mio un addio definitivo, ma un arrivederci». e «nel frattempo», tiene ad annotare, «seppure al di fuori» del Comune, continuerà «l'attività di oppositore nei confronti di un'Amministrazione che non mi rappresenta». A Ricciardi, alla giunta, ai consiglieri «l'augurio sincero» di Foti perché, «pur nella diversità dei ruoli, si sviluppi, sempre di più, il confronto politico». Secondo le indiscrezioni che sei mesi fa, al preannuncio di dimissioni, subito circolarono, Foti sarebbe rimasto in Comune fino alla discussione del bilancio 2005, in omaggio a un accordo con Giorgio Antonini, candidato alla presidenza della Provincia lo scorso anno per il Terzo Polo, apparentatosi con Foti al ballottaggio. Antonini, che alle comunali del 2002 si presentò nella lista di An, entrerà infatti tra i banchi di palazzo Mercanti al posto dell'onorevole essendo il primo dei non eletti. Le dimissioni arrivano ora che agli archivi è passato non solo il bilancio di previsione (in febbraio), ma anche le elezioni regionali
da Libertà
