Data: 08/12/2004
«La diminuzione delle risorse economiche da destinare agli investimenti, di cui si lamenta l'amministrazione comunale, non è da imputare alla legge finanziaria di questo governo, bensì ad una spesa andata progressivamente fuori controllo e ad un uso non oculato degli introiti provenienti dall'aumento della tassazione». L'onorevole Tommaso Foti ieri mattina ha presentato i contenuti della manovra finanziaria predisposta dall'esecutivo Berlusconi, senza risparmiare qualche stoccata all'indirizzo della giunta comunale di centrosinistra. Una conferenza stampa organizzata nella sede provinciale di An di via Varazzani, con l'intento - secondo le stesse parole di Foti - «di contrastare i discorsi a sproposito e le inesattezze sentite in queste settimane e compiere un'operazione di verità in relazione agli aspetti più sensibili, quelli fiscali».
«Innanzitutto occorre partire - ha puntualizzato - da quanto il governo ha fatto per le finanze degli italiani, da quando si è insediato. E' stata abolita la tassa di successione, abbiamo raddoppiato la detrazione Irpef per ciascun figlio a carico e incrementato quella per i figli disabili. Il primo modulo della riforma fiscale è stato realizzato nel gennaio 2003, con una riduzione di 6 miliardi degli oneri per i cittadini, inoltre 720mila anziani non hanno pagato più tasse, abbiamo iniziato a ridurre l'Irap e l'imposta sul reddito delle imprese». «Sono tutti provvedimenti - dice Foti - che mirano a far recuperare al sistema italiano ed europeo il gap nei confronti dell'economia americana: la stessa cosa che stanno facendo i governi di Blair e Schreoder, mentre il nostro schieramento di sinistra trova soltanto il modo di protestare. Anzi, quando presenta una proposta di riduzione fiscale, questa non ha la copertura finanziaria adeguata». Foti difende anche il progetto di snellimento progressivo della pubblica amministrazione. «Il blocco del turn-over dei dipendenti pubblici - ha affermato - è funzionale al disegno di riforma federale: non ha più senso effettuare assunzioni dal centro». «Da questa Finanziaria - ha aggiunto - verrà un impulso al processo di dismissione di beni delle Forze Armate, perché i ricavi verranno riversati sul medesimo settore della Difesa: l'unico meccanismo in grado di incentivare le alienazioni». «In questa manovra - ha concluso il parlamentare - non mancano neppure gli investimenti: basta guardare alle grandi opere e ai cantieri al lavoro della Tav, l'alta velocità». Quanto alle misure per favorire i consumi per le famiglie: «Abbiamo deciso di puntare - è stato precisato - sulla riduzione dell'Irpef e non su quella dell'Irap, perché il beneficio tangibile e diretto fosse nelle buste paga degli italiani a partire da gennaio 2005».
da Libertà
