Data: 08/10/2004
Il gruppo consiliare di An (Marco Tassi, Andrea Paparo, Giuseppe Caruso, Tommaso Foti) che garantisce di condividere la posizione espressa da Foti (v. Libertà di mercoledì), su cui si è aperto un nervoso dibattito nella Casa delle Libertà (Cdl).
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Dopo lo scontro col centrosinistra sfociato nel preannuncio di ricorso al Tar, l'onorevole di An ha creato malumori negli alleati per la sua richiesta di un recupero del rapporto istituzionale tra i poli con la proposta al presidente del consiglio Benedetto Ricciardi di attivarsi per «colmare i vuoti normativi» all'origine della querelle sulle procedure.
L'uscita, suonata come una mano tesa alla maggioranza, non è piaciuta ai settori della Cdl arroccati sulla linea dura a colpi di ricorso. Si sono perciò fatti sentire Carlo Mazza (gruppo misto), secondo cui non c'è nessun vuoto normativo da colmare e ora la Lega che giudica «non condivisibile nessun dialogo con chi prima ha calpestato i diritti dell'opposizione». Ma era intervenuto anche il segretario di Forza Italia, Claudio Maschi, definendo «esagerata» l'apertura di Foti e chiedendosi se sia condivisa dal resto di An.
«Certo che lo è», risponde ora in una nota il gruppo di An, spiegando che la proposta non tende «alcuna mano alla maggioranza»: le «eventuali modifiche al regolamento» prospettate da Foti «avranno effetto sul funzionamento futuro del consiglio comunale», perciò non precludono nulla «rispetto alle azioni da intraprendere» riguardo alla seduta contestata. Nessun dietrofront quindi dalla linea dura, e tuttavia, in attesa che intervenga il ministero dell'Interno «e/o che il giudice amministrativo si pronunci sul ricorso annunciato dall'opposizione, la conferenza dei capigruppo ha all'unanimità deciso una nuova convocazione del Consiglio» e tale decisione, sostiene An, «ha come logica conseguenza la valutazione del vuoto normativo» del regolamento «rispetto alla possibilità di riunirsi in seconda convocazione», vuoto normativo che «risulta a chiare lettere dal parere reso dal segretario generale del Comune». E poiché per quest'ultimo sarebbe sufficiente, per le "sedute-bis", la presenza di 4 consiglieri, è «nell'interesse dell'opposizione che si muove la proposta di An, che vuole fissato in 21» il quorum di tutte le sedute. Ci si potrebbe arrivare già in sede interpretativa? Ma «una regola così scritta farebbe venire meno ogni faziosa interpretazione».
da libertà
