Data: 01/02/2012
Il Popolo della libertà di Piacenza chiama a raccolta i 1.600 iscritti piacentini al congresso provinciale che si terrà sabato dalle 10 alle 19 al Park Hotel.
Il coordinatore uscente Tommaso foti e il consigliere regionale Andrea Pollastri hanno presentato i lavori, che vedranno l'intervento del segretario regionale Filippo Berselli. foti è destinato a essere confermato, visto si presenterà come candidato unico, così come sarà una sola la mozione congressuale su cui si dibatterà. Un documento (intitolato "Andare oltre") in cui, dopo le considerazioni di carattere nazionale legate alla politica, al partito e alla crisi economica, arriva una lunga parte dedicata a Piacenza. «Dirigenti, iscritti, militanti ed elettori del Pdl, convinti dei propri ideali, sicuri di possedere profondi valori e consapevoli delle proprie capacità amministrative, dimostrate sia al governo dell'amministrazione provinciale sia a quello di tante realtà comunali del nostro territorio - si legge - sono pronti ad affrontare con rinnovata fiducia, la campagna elettorale della prossima primavera, a cominciare da quella che interesserà la città di Piacenza e che, più di ogni altra, assume fondamentale rilevanza e alla quale riteniamo occorra presentarsi al meglio».
Proprio questo sarà uno dei temi centrali del congresso e delle prossime settimane: dopo il no della Lega nord ai ripetuti appelli di foti a non divedere il "fronte moderato", come si comporterà il Popolo della libertà? «Noi crediamo che ci debba essere uno sforzo comune per non riconsegnare per 10 anni la città nelle mani delle sinistre - ha risposto il deputato azzurro - ma ovviamente non possiamo obbligare nessuno ad allearsi con noi. Ricordo agli amici della Lega nord, che bollano come perdente la coalizione tradizionale, che le volte che il Pdl ha corso senza di loro una volta ha vinto il Comune e l'altra lo ha perso per mille voti. Non solo: di solito fanno fede le ultime consultazioni, a livello locale quelle più recenti sono state le provinciali 2009 che Pdl, Carroccio e Udc assieme hanno stravinto».
foti allarga il ragionamento anche ad altri aspetti: «Davvero aver fatto scelte differenti sul governo Monti può pregiudicare un'alleanza a livello locale? Mi sembra politicamente strano, basti vedere che a sinistra non hanno fatto diversamente. E' un paradosso: loro sono divisi su tutto ma stanno assieme, noi abbiamo valori e ideali che ci uniscono, ma rischiamo di presentarci spezzettati. E di perdere».
L'azzurro lancia quindi un'ultima idea: «Se correremo separati, facciamo almeno in modo che tutti i programmi delle forze di centrodestra inizino con un "cappello" introduttivo in cui fissare alcuni punti condivisi, che potranno rappresentare la base di partenza per dialogare al secondo turno. La logica non deve essere "tutti contro tutti", ma "tutti i moderati contro il centrosinistra", altrimenti concederemo un vantaggio troppo grande ai nostri avversari».
foti infine ha ribadito che, allo stato attuale, i nomi dei papabili candidati a sindaco del Pdl «sono diversi, quindi l'unica strada da seguire per individuarne uno è rappresentata dalle primarie interne».
Andrea Pollastri ha richiamato all'unità della coalizione: «In Provincia stiamo governando bene assieme, anche in Regione Pdl, Lega nord e Udc si sono ritrovati uniti per molte battaglie comuni, spesso vincenti. Sono sicuro che si possa dialogare anche in vista delle comunali».
da Libertà
