Camera

La fontana di Ponte Nano appartiene alla Provincia

Data: 25/09/2005

Sui primi di dicembre dell'anno scorso, La Cronaca pubblicava in prima pagina queste poche ma accorate righe: "Il potente getto della fontana di Ponte Nano, che solo a guardarlo spumare ti diceva ch'eri davvero arrivato in montagna, non butta più una goccia. Rosse
foglie che il vento d'autunno accumula nella vasca sottostante macerano nell'acqua piovana stagnante. Una tristezza. Che sarà successo? Un'esigenza temporanea o la morte definitiva di una fontana che faceva parte del paesaggio e si presentava al visitatore come il
primo landmark di una terra felice dove l'acqua chiara e fresca è ancora libera di scorrere e schizzare briosa.
Con l'attuale sovrapposizione delle competenze cercare un
responsabile è come prendere un terno al lotto. Comune, Provincia, Comunità Montana, Consorzi vari, Tesa o Agenzia d'Ambito? Chi è, e chi sa, per favore intervenga su questo giornale e ci dia una spiegazione".
Nessuno raccolse l'appello, nessuno intervenne, nessuno diede una spiegazione. Però l'on. Tommaso Foti, in qualità di consigliere provinciale presentò alla Amministrazione una interrogazione a risposta scritta per sapere - appunto - chi fosse competente a dare
ragguagli. Finalmente, il 31 agosto scorso, è stata data
soddisfazione all'interrogante. E qui viene il bello perché grazie all'interrogazione di Foti, la Provincia ha scoperto che la fontana di Ponte Nano è... sua.
Scrive infatti il dirigente del servizio Viabilità: "... dalle
verifiche effettuate, in seguito alla interrogazione in riferimento, è emerso che la fontana di Ponte Nano è ubicata su terreno di proprietà provinciale".
Ora, tutti i fans del settore pubblico dovrebbero riflettere.
"L'acqua è un bene di tutti e va difesa", cianciano. Poi però nessuno s'accorge se una fontana asciuga. Magari qualcuno l'ha deviata nel proprio giardino e nessuno ci va a vedere. Anzi, non sanno nemmeno a chi tocchi vigilare. Il nostro solerte funzionario, scoperta l'appartenenza della fontana alla Provincia, promette che a breve si farà una verifica sulle caratteristiche qualitative della sorgente e se risulterà buona - compatibilmente con le risorse a ciò assegnate
- s'interverrà. Quindi se l'acqua non è di buona qualità (o se non ci saranno risorse nel capitolo assegnato) alla malora la fontana di Ponte Nano! Interessante. Sulla base di questo inedito principio si potrebbe ignorare persino la deviazione della sorgente del Po, che già sul Monviso è imbrattata dai rifiuti. O anche l'intera rete acquedottistica di Piacenza, visto che in termini di potabilità sembra essere la peggiore d'Italia. Sursum corda, evviva la proprietà pubblica.

di Cesare Zilocchi

da La Cronaca

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl