Camera

«La Provincia è senza progetti»

Data: 16/04/2005

«Revisione del regolamento perché, come dimostra la vicenda che ha innescato la richiesta di parere al ministero, è lacunoso ed espone a rischi di invalidazione delle sedute. Non viene tenuto in considerazione il momento in cui il consigliere riceve l'ordine del giorno della seduta». Lo hanno chiesto i consiglieri di opposizione Tommaso Foti (An), Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) e Armando Piazza (Forza Italia) in una conferenza stampa che si è svolta ieri in Provincia a commento dei contenuti del parere del ministero che - hanno detto gli eponenti del centrodestra - non dà affatto ragione alla Provincia. Anzi ribadisce che il consigliere deve avere comunque 24 ore di tempo per poter esercitare il suo ruolo che consiste nel prendere visione dei documenti e delle carte su cui dovrà intervenire nel corso della seduta. Ci sono varie sentenze di tribunali amministrativi (Campania e Puglia) che dichiarano l'illegittimità di sedute in cui consiglieri non hanno avuto a disposizione la quantità di ore suddetta. Tranquilli - hanno però ripetuto più volte i consiglieri - da parte nostra non c'è alcuna intenzione di ricorrere al Tar e chiedere l'invalidazione di quella seduta che ha approvato iniziative per la montagna. «Il parere del ministero - spiega Foti - mette in evidenza i margini di rischio contenuti comunque nel regolamento in vigore di cui appunto chiediamo la modifica perché i termini sono alquanto ristretti tanto più che, essendo convocato di lunedì se l'avviso arriva sabato gli uffici della provincia sono chiusi e quindi non si può che esercitare il diritto all'informazione a partire da lunedì mattina. Ma in questo caso le ore a disposizione sono solo sette delle 24 ore previste. Una domanda: nella richiesta di parere al ministero è stato specificato che il sabato e la domenica gli uffici sono chiusi? Crediamo di no». Una puntualizzazione anche riguardo ai tempi di ricevimento del parere da Roma. «Riporta la data del 23 marzo e, solo dopo una richiesta scritta inoltrata venerdì scorso, il parere ha trovato modo di arrivare a Piacenza». Le critiche non si fermano qui. «Hanno tentato di mettere il bavaglio anche alla seduta dedicata alla riorganizzazione del personale - hanno sottolineato i consiglieri - nonostante che la richiesta di convocazione venisse, come previsto dal regolamento, da un un quinto dei consiglieri». Infine il punto politico più critico. «Questa amministrazione - hanno insistito - dimostra la sua assenza di progettualità con un altro elemento: quello del numero dei consigli ridotti ai minimi termini. Dall'inizio dell'anno infatti due hanno riguardato adempimenti regionali (montagna e variazione di bilancio) e gli altri sono stati richiesti dai consiglieri».

da Libertà

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TommasoFoti
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