Camera

«Le menzogne del sindaco»

Data: 08/11/2006

«Non è dignitoso che un sindaco dia del pregiudicato a un'altra persona, anche se fosse vero». «Reggi si è dimenticato di quando andava a mezzanotte sotto braccio con Sgarbi per mostrargli i cambiamenti che auspicava a Palazzo Gotico»; «Reggi si è preso i meriti della bretella di Villa Serena quando inizialmente la pensava come lo stesso Sgarbi: fu invece la Giunta gullotti a progettare il tracciato della strada di fronte a Villa Serena». E ancora: «Chi è Reggi per chiudere la città a qualcuno? Non è il duca di Piacenza, è solo un razzista e classista. Quanto al termine pregiudicato, non vorrei che Reggi, figlio di chi ha voluto l'insulto, si riferisse anche a qualche dipendente comunale; perché in quel caso anche lui avrebbe qualche noce da rompere».
E' un fiume in piena Tommaso Foti. Il deputato di An è intervenuto ieri nella querelle tra il sindaco di Piacenza e il critico d'arte contestando i toni di «una polemica basata sull'risoluto, ma non sui contenuti». «E' inaccettabile - ha detto - che un critico d'arte non possa esprimere la sua opinione su questioni artistiche e sentirsi poi dare del pregiudicato da Reggi solo perché non la pensa come lui».
E allora ecco che Foti "vomita" sul sindaco di tutto e di più, forte di un papiro di documentazione «che raccolgo quotidianamente». «A me Reggi non potrà dare del pregiudicato, ma io su di lui posso dire molte cose».
Il suo intervento è veemente. Apre con la «menzogna di Villa Serena»: «Quando nel ‘98 fu approvato il piano regolatore dalla Giunta vacinano, Reggi era suo assessore: e la pensava esattamente come Sgarbi. Fu poi la Giunta gullotti a predisporre il tracciato a 210 metri di distanza consentendo a tutti di ammirare la Villa. E oggi si prende i meriti».
Capitolo rotatorie: «Metà di quei progetti erano nel cassetto della Giunta gullotti». Critica invece quella di via xx Aprile «dove c'era un vincolo della Soprintendenza». Poi Foti critica lo stravolgimento di villa Liberty in via Manfredi «per dare licenze edilizie a suoi amici».
Consulenze: «Anche Reggi all'inizio del mandato invocò Sgarbi, lo invocarono anche armonio, xero e Milani. E oggi lo insulta perché non la pensa come lui».
Quindi la conclusione dell'vestita: «Dico che in una città ci vuole più prudenza quando si toccano opere monumentali. E Sgarbi lo invito io per mostrargli come è stato fatto il recupero del Comune».

da La Cronaca

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