Data: 17/05/2005
I due consorzi Leap e Musp, che già in commissione avevano suscitato non poche perplessità, sono stati al centro della discussione di buona parte del Consiglio provinciale di ieri. Compatta, questa volta, la maggioranza che ha ritenuto di sostenere completamente la modalità di adesione della Provincia. Ad essere oggetto di critica da parte della minoranza, infatti, non sono state le finalità dei due laboratori di ricerca, quello per l'energia, che nasce per realizzare il progetto regionale Ecate, e quello "me ccatronico", quanto piuttosto i tempi e i modi con cui l'ente ha deciso di aderirvi, con una quota iniziale che, di fatto, «sarà versata - ha detto la minoranza - tra due giorni e servirà per fondare il Consorzio stesso». Una scelta ingiustificata, hanno sostenuto i consiglieri Foti, Barbieri e Fornasari, in quanto la Provincia non è affatto citata nella delibera regionale tra i proponenti del progetto (che sono il Politecnico e la ditta Groppalli) né tra i sostenitori. Ma la cosa che più ha fatto discutere la minoranza, che ha anche presentato un emendamento, poi respinto, riguarda la proprietà intellettuale di eventuali brevetti: non è ammissibile che qualsiasi soggetto possa appropriarsene. «In questo modo - hanno detto - non solo si viola il codice civile, si fanno anche gli interessi di un privato con soldi pubblici». Tra le argomentazione sviscerate dall'opposizione anche la possibilità, per il Consorzio, di perdere il contributo regionale, non essendo previsti altri contributi di natura pubblica nella fase di costituzione del consorzio.
Emendamenti presentati dai consiglieri Foti e Barbieri, respinti, anche per lo statuto del Musp, riguardanti il vincolo di destinazione del fabbricato, la cui costruzione è stata finanziata dalla Provincia, di proprietà di Piacenza Expo. Presto detta l'incongruenza. Il Musp ha durata fino al 2020, mentre il vincolo di destinazione siglato tra Provincia e Piacenza Expo ha durata decennale. Ed è proprio l'aggettivo "decennale" che avrebbe dovuto, secondo la minoranza, essere inserito sia nello statuto che nella delibera, «altrimenti - ha detto Foti - lasciate che sia dichiarato qualcosa di falso».
«Non abbiamo dubbi sulla necessità di fare ricerca in un settore come quello delle macchine utensili e dei sistemi di produzione - ha specificato Fornasari - al pari che nel settore energetico, per cui avrei sollecitato un coinvolgimento dell'Enel».
E dopo i consorzi, che hanno seguito alcune comunicazione, i consiglieri hanno esaminato vari punti all'ordine del giorno, lasciandosi andare a varie dichiarazioni politiche di ampio respiro, complici gli attesi risultati delle amministrative in Sicilia. A far discutere soprattutto un ordine del giorno della maggioranza, presentato da Rattotti, in cui si chiede la celebrazione della festa della Costituzione il 2 giugno e si stigmatizza la riforma costituzionale approvata dal senato. Una proposta che ha fatto insorgere, in difesa del federalismo, il consigliere Massimiliano Dosi.
Discusse a seguire quattro interpellanze. Una è stata presentata da Foti ed è relativa al previsto trasferimento della sede del Csa presso l'immobile di Borgo Faxhall. Ha risposto l'assessore Tribi, facendo presente che del problema di trovare una sede adeguata al Csa si è fatta carico la Provincia, riuscendovi (la sede individuata, a Borgo Faxhall, è stata giudicata positivamente dal Csa). La nuova sede, ha replicato Foti, è stata comunque criticata dai sindacati aziendali e sarebbe più opportuno, per la Provincia, acquistarla, invece che pagare un affitto oneroso.
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da La Cronaca
