Camera

«Liberare Piacenza da Reggi»

Data: 26/11/2006

La campagna di liberazione di Piazza dei Mercanti dovrà iniziare subito dopo la manifestazione della Cdl di sabato prossimo a Roma. «Una liberazione da quelli che l'hanno trasformata realmente in un mercato, in un mercato da 3 per 2 di delibere. Mandare a casa Reggi è un atto di igiene civile».
E' il deputato di Alleanza nazionale Tommaso Foti a scandire le tappe del programma d'avvicinamento alla campagna di primavera, quella delle amministrative. Non prima, però, di aver aizzato gli oltre duecento "supporter", accorsi ieri pomeriggio in piazza Cavalli, contro «i mali di una Finanziaria che stanga tutti e non risana».
Con lui sul palco «gli amici» Massimo Polledri, senatore della Lega Nord, Luigi Francesconi, consigliere regionale di Forza Italia e Luciano Maccagni dei Liberali Piacentini. All'iniziativa anti-manovra organizzata da An è arrivato anche il «sostegno politico» della Fiamma Tricolore di Bruno Galazzi.
Quasi mezz'ora di comizio, a suon di decibel, che ha scaldato gli aficionados: «Foti è in forma, è stato uno dei suoi migliori interventi».
Del resto le argomentazioni annotate sul suo taccuino prosperavano eccome: «La vostra massiccia presenza qui oggi - ha detto rivolgendosi ai presenti - è la dimostrazione di quanto nel corpo sociale vi sia disaffezione nei confronti di Prodi, un fallito di successo».
Ce n'è per «chi inneggia a 10, 100, 1000 Nassiriya», per un Bertinotti «sempre meno di sinistra e sempre più sergente di Prodi», per una «sinistra che oggi ha perso ogni dignità». «Almeno - ha precisato - la sinistra delle fabbriche ne aveva una».
Quindi affronta la Finanziaria di petto, a partire dal cuneo fiscale: «Non è stata mantenuta la promessa di abbassare il costo del lavoro. Questa è una Finanziaria che mediamente toglie a tutti in partenza. Ma poi dietro l'angolo ci sono tre nuovi esattori: Errani, Boiardi e Reggi. Il sindaco dice che non aumenterà la pressione tributaria: invece taglia i servizi essenziali per i cittadini mentre li mantiene per gli immigrati e per i clandestini».
Foti si scaglia contro una manovra che «invece di stangare i fannulloni, va contro il mondo del lavoro e i lavoratori dipendenti».
Parla di donazioni e indica la premiata ditta Prodi-Bersani che, prima di cancellare le legge, «ne approfittò per mettere a posto gli affari di famiglia». «Vogliono far pagare gli altri, ma loro no».
E ancora: «Con questa Finanziaria sarà difficile rimanere legati al trend di crescita degli altri Paesi Europei».
Il parlamentare piacentino non tralascia nemmeno la politica estera: «Non abbiamo più nemmeno una dignità internazionale. Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema va in Israele e qualche ora dopo si fa vedere a braccetto con il leader dei terroristi Hezbollah».
Insomma, un concorso di motivazioni che inducono Foti a invitare tutta la Cdl (ma rimane il nodo dell'assenza dell'Udc) alla mobilitazione del prossimo 2 dicembre e a sobbarcarsi il sacrificio di 12 ore di pullman: «E' un atto morale. Anche se per noi - sferza - non faranno i treni speciali come hanno fatto per i sindacati quando c'era da contestare il governo Berlusconi».
Non mancano nemmeno gli stimoli sulla politica locale: «Subito dopo il 2 dicembre dobbiamo metterci al lavoro e trovare una soluzione per mandare a casa Reggi».
Prima di Foti, spazio a Maccagni (Liberali piacentini): «Gli italiani si stanno accorgendo che Prodi li sta torturando. E' ora di farci sentire». A Polledri (Lega): «Aumenta l'Ici, aumenta il gasolio, è stata reintrodotta la tassa di successione. Bisognerà pure stare attenti a non ammalarsi per evitare di andare al Pronto soccorso. E' una Finanziaria comunista che odia le persone oneste. Sabato non troverete una Cdl divisa, ma una coalizione che non farà più sconti, a partire da Piacenza». Infine riflettori per Francesconi (Forza Italia) che ha salutato la «Piacenza contro Reggi»: «Basta con questa persecuzione fiscale che colpisce le persone libere che contribuiscono alla ricchezza del paese. Lo scandalo delle schede bianche? Dovrebbero ricontarle tutte, le schede, ma non lo fanno perché altrimenti si accorgerebbero che non hanno vinto le elezioni».

da LA Cronaca

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl