Data: 06/10/2004
Segnali di pace tra maggioranza e opposizione. Dopo il duro scontro sul consiglio comunale di venerdì scorso, giudicato illegittimo dalla minoranza con preannuncio di ricorso al Tar, ieri da Tommaso Foti (An) è giunto un richiamo a superare i contrasti per «recuperare un rapporto istituzionale». E dalla maggioranza hanno subito applaudito, a partire dal sindaco Roberto Reggi e dal presidente del consiglio, Benedetto Ricciardi. Del resto un analogo appello era già riecheggiato in aula per bocca di Gianni D'Amo (Ds) e ieri pure di Giorgio Cisini (Margherita). Ma l'importante era che arrivasse dalla minoranza, fin qui apparsa risoluta nel muro contro muro.
Ed è arrivata, per opera di Foti, anche se soltanto lunedì sera il senatore Antonio Agogliati (Fi) confermava (v. Libertà di ieri) la linea dura ribadendo la decisione del ricorso legale contro le procedure adottate venerdì in consiglio. Ieri l'onorevole e consigliere comunale di An ha diffuso una nota dove parla dell'opportunità che, «dopo i toni alti e accesi», non si cada nell'«oltranzismo», ma «si recuperino quei rapporti minimali per affrontare compiutamente quei gravosi impegni che attendono i consiglieri comunali». Non si tratta, continua Foti, «di fumare il calumet della pace, ma neppure di pensare di trasformare Palazzo Mercanti in una via di Bagdad». E se, «dopo le accuse reciproche», il «primo passo per cercare di recuperare un rapporto istituzionale» non lo fanno né la maggioranza né l'opposizione, «è auspicabile che sia il presidente Ricciardi ad assumere un'iniziativa in tal senso». Foti spiega che cosa ha in mente. All'origine della querelle sulla seduta di venerdì c'è il «vuoto normativo all'interno del regolamento del consiglio comunale», laddove non disciplina sia «il numero minimo di consiglieri necessari perché il consiglio si possa correttamente riunire in seconda convocazione sia le procedure da seguire in casi analoghi a quelli verificatisi». «Se però si provvedesse a colmare i vuoti normativi attraverso un'intesa istituzionale», è l'idea di Foti, «allora si potrebbe stemperare un clima che, così arroventato, rischia di non servire a nessuno». Questo «nell'interesse della comunità locale, che assiste alle polemiche, ma che apprezza sicuramente di più le proposte volte al rilancio della nostra città». Foti la palla la passa così a Ricciardi (si attivi «con la dovuta urgenza»), che non intende proprio farsela scappare: «Condivido appieno», ha commentato, «significa avere il senso delle istituzioni».
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da Libertà
