Data: 26/10/2011
Sciogliere in fretta il nodo delle alleanze e cominciare al proprio interno un percorso che porti a individuare le disponibilità alla candidatura a sindaco alle comunali della primavera prossima. Questo, in sintesi, l'esito del coordinamento provinciale del Pdl tenutosi l'altra sera.
Il partito guidato da Tommaso Foti ha suonato la sveglia al centrodestra che rischia di apparire inerte di fronte al movimentismo che da un po' si segnala nel centrosinistra: Con gli alleati (Lega, Udc e Liberali piacentini) al governo della Provincia «fino ad oggi non si è ancora avuto un incontro e un confronto» sulle elezioni, si legge in una nota diffusa ieri dalla segreteria provinciale del Pdl, e questo «sta producendo anche nell'opinione pubblica dubbi e interrogativi, insinuandosi quasi l'idea che non via sia la volontà di creare un fronte alternativo alla sinistra, dando per persa la partita prima di giocarla». «I tempi stringono», è dunque «indispensabile una prima riunione» tra alleati «perché con molta franchezza si affronti il tema e il nodo delle alleanze, senza le quali non è pensabile né poter definire gli obiettivi programmatici, almeno quelli più significativi, né tanto meno individuare un candidato sindaco».
Punto primo, quindi, chiarire in fretta il perimetro della coalizione, con l'auspicio che sia «vasta, fondata sulla condivisione di idee e progetti concreti, premessa indispensabile per essere competitivi sotto un profilo strettamente numerico e alternativi sotto un profilo politico». Vanno interpellati «i repubblicani, i pensionati e i socialisti», aprendo «un serio confronto programmatico con tutte quelle realtà politiche e civiche alternative alla sinistra e all'amministrazione comunale uscente, a partire da Fli e Api».
Coinvolgimento, quest'ultimo, divenuto ineludibile dal momento che l'Udc ha annunciato di volersi presentarsi all'interno del Terzo Polo, fermo restando che la loro dichiarata opzione prioritaria è di correre in solitaria.
Rispetto al candidato sindaco del centrodestra (che, com'è noto, la Lega rivendica), il Pdl fa sapere che «non nutre pregiudizi verso alcuno, ma ritiene indispensabile non di andare alla spasmodica ricerca di un candidato sindaco, ma ricercare chi farà e saprà fare il sindaco». «In quest'ottica» si informa della «condivisione all'unanimità» di «un percorso di massima per giungere a detta individuazione, percorso che sarà partecipato agli alleati nelle sedi opportune».
Da quanto si è appreso, sarà avviata una consultazione interna per sondare le disponibilità. Nessuno è uscito sin qui ufficialmente allo scoperto, soltanto il segretario cittadino Filiberto Putzu ha speso parole circa un suo impegno. I "bene informati" prevedono che alla fine la rosa del Pdl possa essere di quattro o cinque petali: oltre a Putzu, il più accreditato dalle indiscrezioni è l'assessore provinciale Andrea Paparo, ma qualche ambizione la accarezzerebbe pure i consiglieri comunali Carlo Mazzoni e Luigi Salice, e c'è chi non esclude l'ipotesi Marco Tassi, capogruppo a Palazzo Mercanti.
Per "pesare" le concrete chances dei potenziali aspiranti sindaci ci si potrebbe avvalere di un sondaggio informale interno al Pdl, per poi effettuarne magari uno telefonico nell'elettorato allargato ai candidabili espressi dalle altre forze della coalizione, Lega in primis (l'onorevole Massimo Polledri?). Fermo restando che molti sono convinti che nel centrodestra un ruolo non secondario nell'orientare le scelte elettorali lo avranno il livello regionale e nazionale dei partiti.
da Libertà
