Data: 18/01/2005
Ragionare sul futuro di Piacenza si può e si deve. Sul futuro dei nostri giovani, sulle capacità di attirare investimenti, idee, cervelli per poter mantenere Piacenza con il suo livello di benessere, i suoi valori, le sue tradizioni, giocando da protagonista con i territori vicini, al passo con l'Europa. Su questo progetto, che non può fermarsi con i ritmi elettorali dopo la proclamazione di questo o di quello, che non può vivere solo di proclami o insoddisfazioni temporanee, ma deve conoscere la fatica ma anche la gioia dei piccoli passi e la pazienza e la tenacia, si può e si deve fare gioco di squadra. Di questa squadra , con i piacentini, il mondo del volontariato e le persone di buona volontà, noi parlamentari piacentini ci sentiamo parte e siamo pronti a "correre" e a "portare palla". Non vogliamo fare le primedonne o gli "scienziati" estemporanei di turno. Però per una Piacenza che perde posizioni pensiamo si debba ripartire tutti con un passo diverso. Il progetto per Piacenza è di fatto fermo e manca la capacità e la costanza di proseguire. E su questi progetti i parlamentari, che rappresentano tutti i piacentini, non possono essere costantemente e metodicamente tenuti fuori, così come hanno fatto Comune e Provincia in questi ultimi 24 mesi. Che fine ha fatto il marketing territoriale? Sappiamo di persone valide e preparate che si sono candidate per partecipare a questi uffici e che non sono stati neppure interpellati: forse perché in odore di centrodestra? Ci si lamenta disattenzione da parte nostra sui problemi dell'Università e del polo universitario piacentino. Ma quando siamo stati interpellati su questo? Siamo pronti ad incontrarci con tutte le persone di buona volontà che hanno qualcosa da dirci e da proporci.
di TOMMASO FOTI E MASSIMO POLLEDRI
Deputati Casa della Libertà
