Data: 09/01/2005
"La prima repubblica non c'è più ma la lottizzazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano continua". E' con questa lapidaria presa di posizione che l'onorevole Tommaso Foti prende posizione di fronte alle recenti nomine dell'Ente di via Sant'Eufemia. Osservazioni, quelle esternate ieri dal deputato di Alleanza nazionale, che partono proprio dalle notorie dichiarazioni apartitiche che caratterizzarono il tono e lo spirito della campagna elettorale conclusasi poi con la vittoria a presidente della Provincia di Gianluigi Boiardi.
"Sono indipendente, non ho mai avuto tessere di partito e non parlo la lingua dei politicanti. Con queste parole, ricorda Foti, Gianluigi Boiardi chiedeva in una lettera il voto dei piacentini.
"Una volta eletto presidente della Provincia - ironizza il consigliere di An - Boiardi dava immediata prova dell'asserita indipendenza iscrivendosi, appena proclamato deputato, al gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra. E appena investito della nomina di due rappresentanti dell'Ente di via Garibaldi nel consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano, sempre Boiardi dimostrava di non parlare la lingua dei politicanti indicando appunto Ferrante Trambaglio, candidato alle provinciali dei Ds nonché coordinatre della campagna elettorale del presidente e, in omaggio alla par condicio, Laura Iannelli, candidata alle provinciali dei Comunisti italiani".
Ma Foti non si ferma ai nomi espressi in rappresentanza della Provincia.
"Timoroso che altri non seguissero la strada maestra dell'autonomia da lui autorevolmente tracciata - rincara sarcastico l'esponente di Alleanza nazionale - Boiardi ispirava anche la nomina, proposta dal sindaco Roberto Reggi, di Stefano Borotti, altro coordinatore della propria campagna elettorale, oltre che di Augusto Rizzi, ex parlamentare del partito Repubblicano ed ex consigliere comunale di Alleanza per Piacenza".
E' alla luce di questi fatti che l'onorevole Foti dimostra di non avere dubbi: "Nomine alle Fondazione, ovvero il trionfo per la partitocrazia".
da La Cronaca di domenica 9 gennaio 2005
