Data: 19/04/2005
«Un consiglio inutile. Ci sentiamo presi in giro. Le determine dovevano essere assunte dopo la seduta e non prima. Di che partecipazione si discute se le decisioni sono prese prima della discussione? Questa assemblea è stata una sceneggiata». E' stata affidata soprattutto alle voci di Tommaso Foti e Patrizia Barbieri la forte critica espressa ieri dalle forze di opposizione del centrodestra rappresentate in Consiglio provinciale. Un ""J'accuse"" articolato su diversi appunti: i portacolori della Casa delle libertà hanno contestato non solo la legittimità dei requisiti proposti, ma la procedura stessa. «Si devono fare selezioni, non si possono assegnare incarichi per amicizia». Avanzati dubbi anche sull'eccezionalità prevista dallo statuto: «Nel vostro caso più che di deroga, si tratta di un principio». La Barbieri ha annunciato un esposto alla Corte dei conti: «Si sono già pronunciati negativamente su casi analoghi. E' un abuso, è contro la legge. Così si paralizza l'ente». Foti ha sottolineato anche la «grande assenza dell'assessore al personale, Pietro Tansini», non presente per motivi di salute. «E' una discussione kafkiana - ha aggiunto - discutiamo di decisioni già assunte». Insomma, per la Cdl quello di Boiardi sarebbe un atto di imperio, un modello poco meditato. Di «massima scorrettezza nei confronti del Consiglio» ha parlato anche Roberto Pasquali, mentre Foti non ha esitato a definire la questione «un pasticciaccio». «E' una strana forma di partecipazione - è stato detto più volte - perché gli approfondimenti sono stati chiesti dalla minoranza». Sergio Bursi (An) ha criticato anche il sindacato, che si trova, a suo dire, in una condizione «pedissequa e subalterna rispetto alla Giunta» per questioni di natura politica. Respinto, infine, un ordine del giorno presentato dall'opposizione, in cui si chiedeva alla giunta di revocare gli atti assunti, per «consentire una verifica del rispetto delle normative».
da Libertà
