Data: 22/03/2011
«E'una questione di legalità». Dopo il minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Giappone e per il dramma che l'Estremo Oriente sta vivendo in questo momento, dopo l'ennesimo sfogo di Bruno Ferrari contro i "suoi" (Pdl, Lega e non è mancata una stoccatina a Gallini), dopo le richieste di chiarimenti di Boiardi sulla situazione in cui versa il Grande Fiume a un anno dallo sversamento di idrocarburi nel Lambro, Tommaso Foti (Pdl) ha preso la parola per gettare sul tavolo la questione
di Palazzo Uffici, come un fulmine a ciel sereno.
A scatenare la presa di posizione dell'onorevole azzurro sarebbero stati i mal di pancia manifestati a
mezzo stampa da parte di alcuni rappresentati di Palazzo Mercanti «mal di pancia mai smentiti», ha aggiunto Foti, riguardo alla richiesta dell'ente provinciale di integrazione agli atti per la variante di Palazzo Uffici. Richiesta che rallenterebbe considerevolmente l'iter di realizzazione.
«Sono in possesso di documenti - ha esordito Foti - che dimostrano come ci siano margini di illegalità formali e sostanziali nella pratica, come nelle telefonate che vengono fatte tra enti (Comune e Provincia). Non sono disposto a fare sconti a nessuno, ho le prove che quella pratica è illegale e la Provincia ha nei sui archivi documenti che deve andare a recuperare per prendere le
decisioni più giuste e legali».
Ricordando che la Provincia ha un ruolo ben preciso e che di questo ruolo deve rendere conto a tutte le amministrazioni comunali del territorio che presentano una variazione al piano regolatore generale, Foti ha affondato il colpo. «E' indecente - ha sottolineato l'onorevole - che la procedura
amministrativa sia intralciata da posizioni di carattere personale come sta accadendo per Castorama
(altra partita in campo tra Amministrazione comunale e provinciale, ndr). Finché non si dimostra - ha aggiunto Foti - che la Provincia sta portando avanti un atteggiamento di carattere persecutorio non la si può accusare di nulla, e queste sono solo arbitrarie invasioni di campo».
Come un'invasione di campo, per l'onorevole Tommaso Foti, è «il baratto che si starebbe portando avanti con il tratto di strada che il Comune è tenuto a realizzare per il collegamento alla Tangenziale. Questa si chiama estorsione - ha tuonato Foti - la realizzazione del tratto stradale che si collegherà con la tangenziale è di competenza del Comune e di nessun altro».
Immediata la risposta del presidente della Provincia che, annunciando la Conferenza dei Servizi per
Palazzo Uffici «sarà convocata a breve », ha voluto mettere i cosiddetti puntini sulle "i".
«Tutti conoscono la mia contrarietà al progetto espressa a suo tempo nel mio ruolo in Consiglio comunale (posizione ricordata come la medesima di Andrea Paparo dal consigliere Tommaso Foti, ndr), ma per correttezza ci tengo a precisare che un conto sono le posizioni politiche, altro sono i ruoli amministrativi. Gli Uffici della Provincia hanno rilevato alcune osservazioni sul progetto di Palazzo Uffici e hanno quindi chiesto alcune integrazioni, atto firmato dal dirigente competente. So che questa richiesta è stata mal presa dal Comune, ma per noi non esistono Amministrazioni di serie
A e di serie B. La Provincia è garante dell'iter di tutte le pratiche di tutti i Comuni e lo fa tenendo ben distinti i ruoli politici dalle competenze amministrative».
Quindi quasi rivolto al Comune: «Siamo in attesa delle risposte in merito alle integrazioni richieste».
«Chiedo che vengano registrati gli atti affinché possano essere trasmesse alla autorità giudiziarie competenti - ha quindi chiesto il capogruppo del Pd Marco Bergonzi in relazione alle affermazioni dell'onorevole Foti - per verificare se ci siano gli estremi per un procedimento. Il consigliere Foti devi assumersi la responsabilità di quello che afferma». Ora si guarda a Palazzo Mercanti, in attesa delle risposte alle osservazioni e alle reazioni alle parole del rappresentante del Pdl.
da La Cronaca
