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Parcheggi a pagamento rischiano di produrre solo sosta selvaggia

Data: 06/04/2011

Se il consigliere Fiazza, anziché dare aria alla bocca, improvvisandosi ventriloquo e rispondendo pera per mela, avesse colto il significato dell'intervento da noi svolto, si sarebbe evitato un inutile predicozzo politico, privo di supporto amministrativo e che, tutt'al più, evidenzia gli inadempimenti in materia di trasporto urbano della maggioranza di cui è membro.
Ci siamo limitati, infatti, ad osservare l'anomalia di una messa in mora di una società privata, che ha partecipato e vinto una gara di project financing, nella quale si lamenta una serie di inadempienze da parte del Comune di Piacenza nell'attuazione di quegli impegni che l'Amministrazione si era assunta.
Può anche darsi che per il consigliere Fiazza mettere a pagamento l'intera area di parcheggio di Viale Malta sia un atto di ingegno, ma forse anziché vantarsi di questa grande pensata farebbe meglio a chiedersi che cosa accadrebbe se ciò avvenisse.
Avvezzo probabilmente a percorrere le solite 4 vie, non deve essere chiaro al Fiazza che cosa si è venuto a creare con la completa messa a pagamento del parcheggio di Via IV Novembre. Gli consigliamo un giro nelle vie Tononi, Negri, Cerri, Piatti, Rossi, Porri Bonora, Poggi, Campo Sportivo Vecchio, Ancillotti, Nicolodi o sullo stesso marciapiede di Via IV Novembre, per rendersi conto di quanta sosta selvaggia ci sia da quando quella poco meditata scelta è stata effettuata.
E se lo stesso volesse chiedere all'Arpa di verificare il livello di quello che egli chiama smog nell'area in questione, si renderebbe conto che non solo difende scelte fallimentari da un punto di vista viabilistico, ma anche ambientale.
Perché invece Fiazza non si preoccupa di acquisire la lettera di Piacenza Park e poi, possibilmente, di capirla e, infine di contro dedurre alle osservazioni nella stessa contenute e dalle quali ci siamo limitati a prendere le distanze?
Quelle distanze che evidentemente il Comune di Piacenza e con lui, Fiazza, non sono in grado di prendere perché non possono.

di Tommaso Foti

da Libertà

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