Data: 06/11/2004
«La Valtrebbia ha bisogno di sviluppo non di vincoli». Il consigliere provinciale di An, Tommaso Foti, attacca il progetto del Parco regionale del Trebbia di cui sono stati annunciati nei giorni scorsi i primi passi da parte dell'assessore provinciale Borghi. «Una canzoncina di anni e anni fa diceva più o meno così: "C'era una casetta piccolina in Canada con tanti pesciolini e tanti fiori di lilla"; era la descrizione di un piccolo paese delle meraviglie, lo stesso che adesso tentano di dipingerci le amministrazioni comuniste della nostra provincia» ironizza l'on. Tommaso Foti. Che prosegue: si tratta di un'idea «figlia dei compromessi a sinistra della Giunta Boiardi, dove giorno dopo giorno vengono sempre più valorizzate le tinte rosse e verdi dei comunisti-ambientalisti, rispetto a quelle tenui degli emarginati centristi». «Come si può pensare - si chiede ancora retoricamente l'esponente di An - di vincolare ulteriormente la Valtrebbia, invece di pensare a un organico sviluppo della stessa? La Valtrebbia è determinante per gli scambi economici e commerciali tra la nostra provincia e la Liguria ed è, senza dubbio, una delle principali attrazioni turistiche del nostro territorio. Essa ha bisogno di incentivi allo sviluppo, alla creazione di strutture e infrastrutture - prima di tutto il completamento della Statale 45 - e alla ottimizzazione dei servizi. Ennesimi vincoli ambientali, perché solo di questi si andrebbe a parlare con la nascita del cosiddetto Parco del Trebbia, sarebbero l'ennesimo freno allo sviluppo, freno tirato ancora una volta dai rossoverdi ambientalisti di cui l'Amministrazione Boiardi è oltremodo ricca». Foti lancia, in conclusione, una proposta alternativa: «Ho appreso - dice - che solo i costi di progettazione del parco ammonterebbero a 70mila euro. Perché anziché dilapidare tanti soldi non si destinano a concrete iniziative che favoriscano lo sviluppo della Valtrebbia?».
da Libertà
