Camera

Pdl, chi vuole candidarsi a sindaco non ha più alibi

Data: 12/02/2012

Il regolamento per le primarie del Popolo della libertà c'è. Ora mancano solo i candidati. «Quelli reali - ha precisato ieri il coordinatore provinciale e deputato Tommaso foti, intervenendo alla riunione del direttivo comunale - visto che per adesso ho letto solo nomi sui giornali o in internet, ma sul tavolo non ho nessun documento».
foti ha illustrato il percorso che il Pdl seguirà nei prossimi giorni, quando si metterà in moto definitivamente la macchina organizzativa in vista delle elezioni comunali del maggio prossimo. «A dire il vero non siamo mai stati con le mani in mano - ha detto - ma sicuramente adesso è arrivato il momento delle decisioni». La prima spetterà sabato prossimo al coordinamento provinciale, appena eletto dal congresso del 4 febbraio: «Io proseguirò con il programma di incontri con le altre forze politiche del fronte moderato - ha spiegato foti - per poi illustrare l'esito al direttivo, anche se ormai ci sono poche speranze di arrivare a una coalizione con gli alleati storici. Poco male, noi siamo in grado di andare da soli e di fare molto bene, l'entusiasmo e la partecipazione del congresso ci danno ancora più spinta. La strada segnata da Roma è chiara: primarie interne. Si possono evitare solo in due casi: un solo candidato disponibile oppure la convergenza di tre quarti del coordinamento provinciale su un solo nome. Sabato si deciderà, sinceramente io spero che ci possa essere una competizione tra più persone».
Chi potrà correre? «La candidatura è aperta a tutti - ha precisato foti - ovviamente occorre possedere tutti i requisiti di legge per essere eletti in Comune. Inoltre occorrerà sottoscrivere la Carta dei valori del Popolo della libertà e l'impegno a sostenere il partito qualsiasi risulterà essere l'esito finale. Ci sembra giusto, anzi doveroso aprire a tutti e non solo agli iscritti l'opportunità di concorrere, nell'ottica di un sempre maggiore allargamento del partito alla società civile».
Chi fosse interessato (e teoricamente sono diversi gli esponenti del partito che ci stanno pensando) avrà una serie di incombenze da rispettare: una volta indette le primarie, dovrà dare entro sette giorni la propria disponibilità a partecipare, corredata da almeno 350 firme di elettori del Comune. La campagna elettorale durerà poi 15 giorni, aperta e chiusa da un evento unitario che vedrà sul palco tutti i candidati. «Tutte gli eventi - ha aggiunto il deputato - dovranno essere caratterizzate da una competizione leale, ispirata ai principi di sobrietà e trasparenza anche economica». Vincerà chi otterrà anche solo una preferenza in più degli avversari, a patto che superi il 30 per cento dei consensi, altrimenti la scelta torna al coordinamento.
Capitolo non meno importante: chi potrà votare? «Tutti gli iscritti elle liste elettorali comunali - ha risposto foti - con una piccola differenziazione tra iscritti Pdl e no: i primi pagheranno un euro, i secondi tre euro e dovranno sottoscrivere la nostra Carta dei valori. A differenza del centrosinistra, noi daremo la possibilità di esprimersi a coloro che poi lo potranno rifare a maggio: niente sedicenni e diciassettenni, quindi, ma soprattutto no alle truppe cammellate di extracomunitari che hanno caratterizzato le primarie del centrosinistra, provocando tante polemiche legate proprio alla strumentalizzazione del voto degli stranieri. Solo il segretario dell'Idv Sabrina Feda può credere che fotografassero le schede per avere un bel ricordo della giornata».
La data non c'è ancora ma è probabile che le primarie del Pdl si tengano a metà marzo (il 18?), i seggi saranno almeno otto: «L'obiettivo è portare almeno tremila persone», ha concluso foti.

da Libertà

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TommasoFoti
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