Data: 11/09/2011
Verrà scelto non prima dell'autunno, e comunque dopo il termine della fase congressuale, non sarà Tommaso Foti e sarà l'espressione non solo di forze politiche ma la sintesi di un'aggregazione di "area vasta" dove forze sociali, associazioni ed espressioni della base sociale possano poter dire la loro. Sono queste alcune delle novità in vista delle comunali 2012 per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Piacenza emerse ieri a Pecorara in occasione del raduno provinciale del Pdl. La festa provinciale è stata l'occasione per riunire non solo gli stati generali e i tanti amministratori locali del centro destra, ma anche i numerosi simpatizzanti e gli iscritti al partito i quali si sono ritrovati in alta Valtidone per tirare le fila dopo la pausa estiva con un occhio ovviamente già puntato alle amministrative del 2012 per il rinnovo della giunta che dovrà guidare il comune capoluogo della provincia. Un punto questo su cui l'onorevole Tommaso Foti ha voluto subito sgombrare il campo da ogni indiscrezione che lo ha indicato quale possibile candidato per il Pdl. «Non c'è nessuna possibilità - ha detto il parlamentare piacentino nonché coordinatore provinciale per il Pdl - che il sottoscritto si candidi, nè ora nè tanto meno in vista di una possibile riduzione del numero dei parlamentari. Ho una grande simpatia per la politica - ha detto ancora Foti - ma non necessariamente sento il bisogno di occupare una poltrona». Tra i punti fermi indicati da coordinatore provinciale del Pdl c'era anche quello relativo ai tempi. «Il Pd - ha detto ancora Foti durante il suo intervento prima dell'inizio della festa - avrà il suo candidato entro l'autunno, ma noi sicuramente no e comunque non prima del termine della fase congressuale». Altro spunto lanciato dall'onorevole piacentino alla platea che ha preso parte alla discussione era quello relativo alle primarie di cui nei mesi scorsi si era parlato come possibile "strumento" per giungere alla decisione del possibile candidato. «Se è vero che per il candidato proposi le primarie è anche vero - ha proseguito Foti - che se questo metodo diventa patrimonio nazionale occorre attendere le regole che vengono stabilite a livello nazionale. Non siamo noi da Piacenza che possiamo deciderle». Infine il parlamentare del Pdl ha lanciato anche una proposta. «Dobbiamo - ha detto Foti - evitare che le elezioni amministrative diventino una brutta copia di quelle politiche e dobbiamo dare spazio anche alle forze di tipo civico. Quello che intendo - ha proseguito Foti - è che dobbiamo essere in grado di creare un'aggregazione di area vasta da cui possa uscire un candidato credibile in grado di governare la Piacenza del dopo Reggi. Un candidato - ha proseguito Foti - che non abbia per forza di cose un'etichetta politica. Se vogliamo occuparci di polis dobbiamo essere in grado di fare un passo indietro per lasciare spazio ad una sintesi dove più forze trovino il modo di esprimersi». Infine un altro affondo a Cisini (Pd) con cui da giorni va avanti una querelle innescata dalle dichiarazioni circa i famosi 300 euro utilizzati per la festa del Partito Democratico. «Al Pinocchio Cisini - ha detto Foti - diciamo che sappiamo bene quanto costa la politica. Forse lui preferisce stare nell'orto dei miracoli, che non è però quello di Pinocchio». Al dibattito hanno partecipato anche i consiglieri comunali che a Piacenza siedono in quota Pdl e diversi esponenti politici, dal consigliere regionale Andrea Pollastri al sindaco di Caorso Fabio Callori fino al consigliere provinciale Andrea Paparo. Tutti si sono detti d'accordo sull'idea di non circoscrivere la scelta del candidato alle sole forze politiche ma allargare quanto più possibile alla società civile.
da Libertà
