Camera

«Per gli esami tempi troppo lenti, no al riordino del 118»

Data: 29/04/2012

Liste di attesa all'ospedale di Piacenza e spostamento a Parma della centrale operativa del 118 finiscono nel mirino del Popolo della libertà. Il capolista Tommaso foti e il candidato Filiberto Putzu promettono dura battaglia: «Sono due argomenti che toccano troppo da vicino la vita di tutti i piacentini per lasciare che il centrosinistra metta in pratica le sue politiche, fatte di promesse non mantenute e di cieca obbedienza a quanto stabilisce la Regione».
Capitolo liste di attesa: «Nel 2002 il sindaco Roberto Reggi, pur non avendo competenza diretta - afferma Putzu, medico di professione - garantì a più riprese che i cittadini avrebbero atteso meno tempo per visite ed esami specialistici. Un impegno non rispettato, visto che dieci anni dopo quelle parole per una visita endocrinologica all'ospedale di Piacenza occorre aspettare sei mesi, per una risonanza magnetica 95 giorni, per un esame dei disturbi cognitivi 50 giorni, 45 per una visita cardiologica e 40 per la radiografia del torace. E non si giustifichino dicendo che il medico può chiedere di effettuarli con urgenza, perché è una procedura che vale in pochi casi. Così come è assurdo - ha aggiunto - l'invito che spesso viene rivolto ad andare a Bobbio o Castalsangiovanni, dove le attese sono minori». «Secondo il centrosinistra e la direzione dell'Asl - ha aggiunto foti - i piacentini, specialmente i più anziani, dovrebbero avere sempre un taxi a disposizione, per spostarsi negli ospedali della provincia meno affollati. Peccato che si tratti di persone che generalmente non hanno questa possibilità e che spesso si sentono dire che nella stessa struttura ospedaliera lo stesso esame per cui dovrebbero attendere mesi lo possono effettuare in pochi giorni se vanno in via privata, ovviamente pagando. Stesso discorso se decidono di andare a Lodi, Cremona e Pavia. Il Comune non ha competenza diretta, ma può fare pressione sull'azienda sanitaria affinchè migliori una situazione davvero negativa».
Secondo i due piedillini, l'amministrazione comunale dovrebbe intervenire anche con la Regione Emilia Romagna per scongiurare l'accorpamento della centrale operativa del 118 a Parma: «Ancora una volta ci trattano come i vassalli del Ducato, che devono sacrificarsi a favore dei parmigiani. Non comprendiamo davvero la necessità né il vantaggio a spostare un servizio così importante, che funziona bene, lontano dal nostro territorio, ci opporremo in tutte le sedi contro questo progetto. Il silenzio del Comune e del centrosinistra su questo argomento è stato vergognoso».

da Libertà

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TommasoFoti
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