Data: 11/01/2005
Dura polemica con il centrosinistra, sia quello nazionale, accusato di attacchi solo strumentali al governo e alla sua politica socio-economico-fiscale, sia alla sua versione locale al comando in Comune e Provincia che disconosce l'impegno per Piacenza profuso dai parlamentari piacentini e che si distingue per una scientifica operazione di occupazione partitocratica dei posti di potere come l'ultimo esempio delle nomine nella Fondazione di Piacenza e Vigevano sta a dimostrare. Questo il taglio che la Casa delle Libertà (Cdl) ha dato alla conferenza stampa di ieri al Grande Albergo Roma. Conferenza stampa di inizio anno, è stata definita, per mandare all'esterno un messaggio di unità tanto nella forma, la compattezza della coalizione, quanto nella sostanza, i contenuti della attuale e futura azione politica.
In un quadro di fiducia e di ottimismo, ha sottolineato l'onorevole Massimo Polledri (Lega), fiducia da infondere ai piacentini che possono contare sull'«impegno al loro servizio» di chi sui banchi della maggioranza li rappresenta in parlamento, ossia oltre a Polledri, l'onorevole Tommaso Foti (An) e il senatore Antonio Agogliati (Fi), anche loro presenti ieri all'Albergo Roma. Lo stato maggiore della Cdl, guidato ieri dal coordinatore locale dell'alleanza, il segretario di Fi Claudio Maschi, con a fianco anche il vicesegretario della Lega, Enrico Siboni, ha denunciato di non riuscire a fare squadra per Piacenza visto che dall'altro schieramento c'è un ostracismo tutto giocato sull'«appartenenza politica». E ciononostante i risultati arrivano lo stesso, hanno rivendicato Foti, Polledri e Agogliati: «Senza il nostro pungolo non si sarebbero sbloccati progetti importanti come la statale 45 e il secondo ponte sul Po, né il trasferimento delle scorie nucleari da Caorso». Ma lo sguardo va al futuro, l'impegno continuerà, hanno assicurato i tre, così come la ricerca di un gioco di squadra bipartisan. Se perciò un avversario politico come l'ex sindaco Giacomo Vaciago lancia l'sos sul polo universitario piacentino (v. Libertà di domenica) dalla Cdl tendono la mano: «Disponibili a lavorare per una rete di alloggi per studenti ricavati negli ex conventi, basta però che il progetto ci venga almeno sottoposto», ha considerato Foti. Alla base c'è la consapevolezza comune che Piacenza sta perdendo colpi nelle classifiche nazionali in settori vitali come il rapporto giovani-anziani (96° posto) o le grandi infrastrutture (61°), e che un'ambiziosa carta progettuale come il Patto per Piacenza è «fallita». A dare una mano, con la sua ingente mole di fondi annuali ripartiti sul territorio, c'è potenzialmente un ente come la Fondazione, ma la Cdl nutre scarsa fiducia giudicando negativamente la piega che ha preso il rinnovo in corso in via Sant'Eufemia. Nel mirino le recenti nomine di Comune e Provincia nel consiglio generale della Fondazione: quattro nomi, frutto, secondo Foti e Polledri, di una logica spartitoria in pieno stile partitocratico. E se l'onorevole leghista salva almeno i due in quota al Comune, il suo collega di An accomuna tutti nella bocciatura: «La giunta Guidotti scelse con ben diversa libertà intellettuale».
da Libertà
