Data: 06/09/2006
«Neppure la pausa estiva è riuscita a riportare la calma nella sgangherata accozzaglia travestita da Giunta provinciale; anzi, il colpo di coda estivo di questi giorni ha finito per infiammare ancora di più il clima di polemica al suo interno. E' una situazione di perenne scontro, che, oltre a dimostrare come l'unico interesse di coloro che si siedono ai tavoli di maggioranza di Via Garibaldi sia la divisione delle poltrone e delle prebende, non fa altro che paralizzare del tutto la già striminzita attività amministrativa della Giunta Boiardi».
Sono Patrizia Barbieri (Oltre i partiti) e Tommaso Foti (Alleanza Nazionale), alla vigilia della ripresa dell'attività amministrativa, a non perdere l'occasione di attaccare Boiardi e i suoi compagni, dopo i pungenti botta e risposta tra l'assessore Tansini, da una parte, e i restanti partiti del centro-sinistra, dall'altra.
«E' dal suo insediamento - proseguono i due consiglieri provinciali di opposizione - che la Giunta Boiardi riesce a far rimpiangere quella che l'ha preceduta, mostrando soltanto una preoccupante incompetenza anche sui pochi atti amministrativi che ha promosso. Dei due anni di amministrazione si ricordano, infatti, soltanto la grottesca e infinita telenovela dei lavori sul ponte che collega Castelvetro a Cremona e lo spettacolo, a tratti indecoroso e politicamente scorretto, del festival Carovane».
«Ma non contenta di ciò - affondano il colpo Barbieri e Foti - e in omaggio allo slogan ("la vegna bella") scelto per la campagna elettorale di Boiardi, la Giunta arlecchino è riuscita a imbastire un siparietto fatto di accuse reciproche e veti incrociati, a cui i piacentini, loro malgrado, sono costretti ad assistere. E ciò che è grave è che il motivo di tale contendere non sono le divergenze sulle cose da fare - che sarebbero tante, ma che purtroppo non verranno mai fatte - ma sulle poltrone e sulle nomine che ogni partito come ogni peduncolo della sinistra avoca a sé. Prodi, per cercare di saziare la cupidigia di potere della sinistra, si è inventato un baraccone di Governo fatto di più di 100 poltrone; Boiardi non lo può fare perché gli è impedito dalla legge ed è per questo che i venti di guerra si alzano in una coalizione che della bandiera della pace ha fatto largamente uso ed abuso».
da La Cronaca
