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«Qui di casa il degrado, parte dal Berzolla la riqualificazione urbana»

Data: 11/04/2012

Il fetore è irrespirabile, qua e là resti di bivacchi, padelle e tegami sporchi, bottiglie rotte, sudici pagliericci, vecchi faldoni di Acap contenenti fatture di acquisti, registri di protocollo, pezzi di eternit, floppy disk; su tutto quel lordume spicca una bella bicicletta da donna quasi nuova (forse rubata), alcune porte di ingresso sono divelte, anche la recinzione tradisce l'usura del tempo.
Arriva la denuncia. Non alla magistratura ma alla città.
E' di Tommaso foti, capolista Pdl alle
amministrative, che tuona: «E' uno schifo, il degrado non inizia in via Roma ma da qui».
Luogo dell'interesse è il capannone Berzolla (l'architetto progettista Pietro), ex ricovero delle locomotive Sift oggi area Borgofaxall, vincolato dalla Soprintendenza ai beni architettonici come esempio di "architettura industriale", pertanto intoccabile, che doveva diventare secondo un vecchio progetto dell'amministrazione comunale il terminal delle corriere, appunto Acap, Tempi, ora Seta. Invece è un luogo di miseria umana.
«E' ora di fissare dei paletti sulla convenzione, che mi sembra scaduta, stipulata tra il Comune e la società, questa area a poche centinaia di metri da Piazza Cavalli dovrebbe essere un biglietto da visita della città invece è la vergogna della città». Annuiscono scandalizzati i candidati del Pdl che accompagnano foti nel sopralluogo alla zona tra il parcheggio di Borgo Faxhall e i binari della ferrovia e nell'edificio: Giovanni Botti, Giuseppe Caruso, Marco Civardi, Carlo Mazzoni, Marco Tassi e Filiberto Putzu.
«Il capannone è del demanio dello Stato, soldi dei cittadini; il Comune ha rinunciato a 12 miliardi di vecchie lire di oneri di urbanizzazione nell'area esterna, sempre soldi dei cittadini - continua foti durante la visita compiuta ieri pomeriggio -. Dove sono finiti i buoni propositi di realizzare 12mila metri quadrati di verde come recitava lo striscione rimasto appeso a lungo e ora scomparso? » si chiede il parlamentare.
Putzu ricorda di aver presentato un progetto di recupero complessivo della zona; aggiunge Tassi che era stata posta anche un'azione per sapere come erano andati a finire gli adempimenti della convenzione tra Comune e Borgofaxhall: «Era stata stipulata dal commissario Perricone e in seguito sottoscritta da Vaciago - incalza foti annunciando un'ipotisi di utilizzo dell'area e del padiglione Berzolla -. Ad esempio trasferirvi l'ortomercato, i francesi nella stazione d'Orsay hanno realizzato un museo e noi continuiamo a tenerci quest'area in uno stato, a dir poco, vergognoso».

da Libertà

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TommasoFoti
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