Data: 12/11/2006
«Non sono ancora molto informato sui fatti, ma di sicuro non posso appoggiare un'azione di questo tipo». La condanna sull'accaduto arriva anche per voce di Bruno Galazzi, segretario provinciale della Fiamma tricolore, che ha voluto aggiungere che «se si trattasse di qualcuno vicino a me, cercherei di parlargli per invitarlo a non ripetere azioni di questo tipo»; trova spazio anche una considerazione politica, «se le diverse forze in campo evitassero di prendere posizioni irrispettose nei confronti delle componenti politiche avverse, i ragazzi, che per natura si sentono più ribelli, non si renderebbero protagonisti di episodi come quello di questa mattina».
Il commento di Galazzi è giunto nel tardo pomeriggio, dopo la reazione di Roberto Montanari, segretario provinciale di Rifondazione comunista, che in una conferenza stampa aveva dato voce alle prime considerazioni del partito. Montanari ha voluto porre l'accento «sulla gravità della situazione, causata dall'intolleranza delle forze fasciste intolleranti». Il segretario ha puntato il dito contro «il Blocco studentesco, legato alla destra radicale, che si è già reso protagonista di manifestazioni di carattere anticostituzionale, come la protesta all'uscita del cinema Corso in occasione della proiezione di "Fascisti su marte"». Montanari ha detto che «è inaccettabile che i nostri compagni, ma anche le forze sociali della città, non abbiano neanche la possibilità di volantinare». Visti i legami del Blocco studentesco con partiti che nel corso delle ultime elezioni politiche hanno fatto parte del blocco della Cdl, «chiediamo alle forze di destra della città di non accettare più i voti di coloro che si sono resi responsabili degli assassini dei partigiani piacentini e che, in ultimo, sono stati protagonisti dell'aggressione di Pallavicini». Il segretario di Rifondazione comunista, cogliendo anche l'occasione per ringraziare la questura per la celerità con cui è intervenuta, ha annunciato che lunedì «ci incontreremo con il questore per organizzare un servizio di ronda. Presidieranno la Federazione, già vittima di attacchi ed incursioni». Il neo segretario del Prc ha sferrato un duro attacco all'onorevole di Alleanza Nazionale Foti, indicandolo come «uno dei responsabili politici del clima che si è instaurato per effetto di una campagna cinica e anticomunista».
Anche Raffaella Morsia, a nome della Cgil piacentina, ha voluto dare un segno di solidarietà nei confronti di Carlo Pallavicini. «Non possiamo accettare - ha detto la Morsia - l'istigazione alla violenza, finalizzata all'affermazione di un sentimento di identità unica». Silvio Bisotti, segretario provinciale della Margherita, nell'esprimere solidarietà nei confronti della vittima dell'aggressione, ha esternato «preoccupazione, perché così si sta tornando indietro nel tempo, invece di andare verso forme di confronto maturo».
In serata è giunta anche la replica di Foti a Monntanari: «Nel percorso della mia attività politica c'è tanta passione, ma mai la pratica della violenza che, invece e per contro, ho subito da parte di tanti amici di Montanari e di cui vi è abbondante traccia negli archivi della Digos e della Procura della Repubblica di Piacenza. Con le sue meschine allusioni il segretario provinciale di Rifondazione Comunista mi indica come un bersaglio da colpire. Si tratta di una vecchia tecnica gappista volta a mettere all'indice l'avversario politico, in attesa che, magari approfittando della notte, ci si eserciti, come capitato in passato, con le chiavi inglesi sulla testa dell'obiettivo indicato. Per questo motivo ho telegrafato al questore di Piacenza informandolo di ritenere personalmente responsabile Roberto Montanari di quanto mi dovesse malauguratamente accadere. Quanto all'episodio successo oggi non solo lo condanno, ma mi ripugna: non c'è ragione infatti perché il confronto delle idee debba lasciare il passo all'espressione più belluina della forza fisica».
da La Cronaca
