Data: 08/03/2005
Applausi a scena aperta ieri sera in Sant'Ilario al candidato presidente della Regione per la Cdl, Carlo Monaco. Ma applausi scroscianti quando Foti ha concluso l'intervento dicendo che il «pigmeo politico a Piacenza non passa», riferendosi a Errani. Il professore che contrasterà Errani era accompagnato del sottosegretario alla Difesa, Filippo Berselli, ed è stato ricevuto da Tommaso Foti, deputato piacentino di An. In sala anche i tre candidati di An: Paolo Bellagamba, Franco Brauner e Andrea Paparo. Folto il pubblico in sala che ha seguito gli interventi con passione. Sergio Bursi, presidente di An, ha introdotto la serata con un minuto di silenzio in memoria di Nicola Calipari. Dopo un video introduttivo di An, Berselli ha rivelato il retroscena della mancata candidatura di Foti, il quale lo chiamò e, capito che il suo nome non decollava, gli disse di optare per Monaco. «Io e Foti - ha detto il sottosegretario - siamo iscritti al partito di chi vuole vincere, anche se non tutti lo sono nella Cdl». Berselli ha ricordato lo strabiliante risultato della Cdl alle Provinciali: il 48 per cento. Poi ha parlato della possibilità di allargare la Cdl, citando l'esempio del Nuovo Psi, «che sarà presente in cinque province ». Poi gli applausi: «Prodi critica Berlusconi perché sfugge al confronto e non so se è vero. Ma so che Errani ha rifiutato di confrontarsi con Monaco». Berselli ha poi ricordato il consigliere regionale uscente, Pietro Vincenzo Tassi, e il padre Carlo (applauso dalla platea). Monaco ha parlato del proprio percorso politico, guidato dalla «ricerca della verità» e dei propri trascorsi giovanili nella sinistra. Ha apprezzato il richiamo ai valori di An: patria, famiglia, territorio. «Soltanto la libertà - ha sottolineato - porta alla democrazia. Chi si è fondato solo su uguaglianza e giustizia si è ritrovato con una dittatura». Poi ha ironizzato sul termine sinistra: «E' sinonimo di incidente, nell'antichità portava male. Non c'è un esempio in cui sinistra sia positivo ». Monaco ha detto che l'Occidente, la sua cultura e i suoi valori vadano salvati e tutelati: «I piagnoni dicono che l'Occidente è morto e si ispirano a Cuba o al fondamentalismo islamico. Siamo fuori strada. Sì al confronto con altre culture, ma nel rispetto della nostra identità, delle nostre origini (ebraiche, greche, cristiane, illuministiche) che hanno creato una cultura». Importanti, poi, le riforme istituzionali. «Dagli Anni 70 - ha sostenuto - sono state create commissioni parlamentari per rivedere la seconda parte della Costituzione Ma non se ne è mai fatto nulla. Berlusconi conclude la riforma federalista e Errani dice che bisogna rallentare. Quando, però, del Senato delle Regioni parlava Nilde Iotti allora gli andava bene. La loro riforma del titolo V con Bassanini ha creato solo confusione e ricorsi alla Corte costituzionale. La Regione di sinistra è conservatrice. Nel welfare, nella cultura: i soldi solo agli amici degli amici. E l'inquinamento? Oltre le targhe alterne non c'è nulla. Le piste ciclabili furono cominciate nel ‘98: nel 2005 ancora non ci sono. Errani è lento. Errani, il funzionario di partito ravennate (applausi) si fa fare a spese dei cittadini le foto da Toscani che spedisce a tutti. Ha una faccia "prodizzata" grassa e sorridente. Non servono facce, ma idee». Sul palco è poi salito il tornado Foti, che ha scaldato la platea. «A Piacenza - ha detto - è successo qualcosa, perché persone che non sono mai state con la Cdl, a un certo punto (il riferimento è a Squeri, ndr) si schierano con me alle Provinciali. I media asserviti dissero avevo fatto accordi sotto banco: in 25 anni non ne ho mai fatti. Sono stanco che altri, la Mussolini, ci spieghino che cos'è la destra. Non si può scoprire il nonno a 40 anni». E infine: «A Piacenza Errani non passa». Scrosciano applausi.
da La Cronaca
