Data: 11/02/2005
E' la fine di un tormentone durato alcune settimane: non sarà Tommaso Foti il candidato della Casa delle Libertà alla presidenza dell'Emilia Romagna nelle elezioni del 3 e 4 aprile prossimi. Dal vertice romano dei partiti di governo, riunitosi ieri per sciogliere gli ultimi nodi relativi alle consultazioni in varie regioni, quale sfidante di Vasco Errani è uscito il nome di Carlo Monaco, ex assessore della giunta bolognese di Guazzaloca. Scelta inattesa, sulla quale pesa ancora il dissenso dell'Udc, e arrivata comunque al termine di una giornata decisamente convulsa.
Una giornata agitata da una ridda di nomi nel ruolo di potenziali portacolori dell'alleanza di centrodestra.
Accanto a quello di Monaco, il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi aveva messo sul tavolo della Cdl anche l'ipotesi di candidare il fondatore del Centro popolare europeo, Dario Squeri. Una proposta giunta proprio nel bel mezzo del conflitto esploso tra gli "azzurri" piacentini e il movimento fondato dall'ex presidente della Provincia, sulla questione della "doppia appartenenza". Alla fine l'investitura è toccata a Carlo Monaco, docente di filosofia, con alle spalle un'esperienza di governo con le giunte di sinistra di Bologna, una candidatura nelle file dei Radicali e l'ultima partecipazione, quale assessore alla Casa, all'amministrazione di centrodestra guidata da Giorgio Guazzaloca.
Foti spiega di essersi ritirato per spirito di servizio nei confronti della coalizione e anche perché «il tempo era abbondantemente scaduto». «Con la candidatura di Alessandra Mussolini in Campania - osserva - e la necessità per la Cdl di schierare un uomo di An (Italo Bocchino, ndr) per evitare di perdere voti a destra, ho comunicato a Ignazio La Russa la mia volontà di farmi da parte: se il mio partito avesse voluto insistere per ottenere la candidatura in Emilia non avrebbe più speso il mio nome». «L'ho fatto - prosegue - anche per scongiurare il riaprirsi di bracci di ferro; inoltre ritengo che i tempi fossero abbondantemente scaduti per imbastire una minima proposta politica alternativa: una campagna elettorale che, evidentemente in questa regione, sarebbe stata soltanto di servizio. Voglio precisare che non ho mai inteso candidarmi per ambire a un seggio in consiglio regionale, perché altrimenti mi sarei schierato nella lista del mio partito: la mia disponibilità c'era su un progetto di un certo tipo, mi sono sempre considerato una riserva di An, nel caso fosse toccato a noi esprimere la figura del portacolori». Quanto alle scelte future della CdL, Foti afferma che «chiunque sarà candidato, potrà contare sul mio appoggio». «Piuttosto che persone non organiche al centrodestra, - fa notare - mi attenderei un parlamentare o un esponente di spessore politico, altrimenti si sceglierà un disegno del tutto diverso da quello iniziale». Se la scelta di Monaco sarà quella definitiva, uscirà sconfessata la linea della coordinatrice regionale di Forza Italia Isabella Bertolini, che ieri dichiarava il suo sostegno a una candidatura di partito, propendendo per il vice presidente del consiglio regionale, l'azzurro Giorgio Dragotto, oggi vicepresidente del consiglio regionale.
da Libertà
