Data: 25/06/2004
Con la Lombardia? Un terreno di confronto da sperimentare che può essere proficuo sia per Piacenza che per la regione oltre il ponte del Po. Lo ha detto il presidente Roberto Formigoni che ieri sera al Sant'Ilario ha chiuso la campagna elettorale del centrodestra per la candidatura di Tommaso Foti alla presidenza della Provincia. A parte gli esempi portati sul modello lombardo di governo Formigoni ha fatto un accenno al caso Squeri. Traendo da qui lo spunto per lanciare un attacco al centrosinistra in cui, a suo dire, si evidenzia una questione politica. «In quella coalizione - ha spiegato - c'è veramente poco centro mentre prevale l'egemonia della sinistra estrema». In apertura anche il candidato Foti aveva richiamato alcuni argomenti su cui tra Piacenza e la Lombardia potrebbe crescere maggior feeling.
Una parte dell'intervento di Formigoni, come si diceva, si è concentrato sull'analisi politica del centrosinistra. «Le elezioni Europee - ha puntualizzato - hanno evidenziato il surclassamento delle componenti moderate dell'Ulivo. Hanno vinto no global e Bertinotti. Basta vedere cosa è successo in politica estera con la posizione assunta sulla guerra in Iraq». Quindi il messaggio politico che Formigoni è venuto a lanciare a Piacenza «La scelta sarà tra questo tipo di schieramento - ha detto - dominato dalla sinistra e l'alternativa costituita dalla Casa delle libertà. La nostra impostazione - ha insistito - è che prima della politica viene la persona, la famiglia, la società e i suoi valori. La cultura di sinistra ha praticato l'ostilità verso la famiglia e oggi siamo al punto di essere il paese più anziano d'Europa. In Lombardia - ha sostenuto - abbiamo fatto una politica di sostegno concreto per la famiglia con una legge ad hoc». Ha toccato il tema scuola ricordando come la sua Regione ha affrontato il problema con l'istituzione del buono scuola e , quanto alla legge Moratti, Formigoni ne ha parlato nei termini di «una grande riforma che mette al centro il diritto della famiglia di essere educatrice».
Aprendo l'incontro con i piacentini il presidente della Regione Lombardia aveva sottolineato che la sua presenza aveva oltre che un significato politico di sostegno alla campagna elettorale di Tommaso Foti anche una ragione amministrativa. Ha per questo parlato di un reale bagaglio di progetti di collaborazione tra Piacenza e Milano a cominciare dal fronte fieristico. «Sta sorgendo a Rho e Pero - ha spiegato - il più grande polo fieristico del mondo però ilsuo successo dipenderà molto dalla capacittà di connettersi con le fiere locali che potranno fare da supporto a questo grande polo.
Milano guarda con grande interesse all'area piacentina perché vogliamo sviluppare un rapporto con questa città a cui siamo uniti da molte ragioni comuni. Tra queste lo sviluppo economico che da sempre lega i nostri destini». Ma non ci può essere dialogo - ha puntualizzato Formigoni - se non si è in due a intendersi». Formigoni ha quindi elencato le potenzialità che potranno scaturire dal dialogo tra i due territori. Riprendendo alcuni argomenti citati dallo stesso Foti, Polledri e Agigliati il presidente della Regione ha ricordato sul fronte delle ionfrastrutture il secondo ponte sul Po cofinanziato dalla Lombardia «perché la società moderna ha bisogno di collegamenti veloci. Ci siamo impegnati - ha continuato - per definire una linea di sviluppo della bretella dell'ex statale 10 che ptoenzia il sistema intyermodale di Cremona che potrà essere utile anche al vostro territorio. E, in fatto di infrastrutture, ha citato il corridoio 5 «lo abbiamo fortemente voluto ed è un'opera su cui punta l'Unione europea». I saluti all'illustre ospite sono stati portati dal senatore Antonio Agogliati che lo ha presentato come «Il vero e unico governatore» ed ha ricordato che tra gli obiettivi programmatici dei partiti che sostengono Foti il rapporto con la Lombardia è al primo posto. Un rapporto che esiste già - ha detto - tanto che , ha scherzato, quando in televisione parlano della nostra squadra ci chiamano «i lombardi». Ebbene questo rapporto naturale con la capitale più europea dell'Italia deve farsi più proficuo». Argomenti ripresi anche da Tommaso Foti che ha ricordato quanto fosse un obiettivo costante e reale anche ai tempi in cui, con Massimo Trespidi, condivideva il governo della città. «Non solo perché lì - ha spiegato Foti - hanno collocato le loro aziende molti nostri imprenditori, ma anche per il modello che per noi rappresenta il sistema Lombardia. Basti pensare alla legge sulla sanità, a quello scolastico. Una provincia aperta come noi la vogliamo non può non guardare a questo modello».
Formigoni si è incontrato prima della conferenza al Sant'Ilario, con Dario Squeri che gli illustrato i contenuti del progetto di una riunificazione del centro. In proposito ha sottolineato: «Ho avuto la fortuna di incontrare una persona che ha compiuto un percorso di libertà. Voglio difenderlo pubblicamente contro gli attacchi vili che ha subìto oggi in questa città. Apprezzo il coraggio e la trasparenza».
da Libertà
