Data: 14/11/2006
Continua a distanza il duello tra Foti e Montanari.
«Chi - scrive il deputato di An, Tommaso Foti - come Roberto Montanari, ha frequentato per decenni extraparlamentari rossi avvezzi a riversare spranghe e chiavi inglesi sulle teste degli avversari politici, dovrebbe quantomeno chiedersi se non sia stato un cattivo maestro per le generazioni di oggi». Foti replica in modo duro al neosegretario di Rifondazione comunista, Roberto Montanari.
«In una città in cui estremisti di sinistra hanno sprangato l'onorevole Carlo Tassi e, prima e dopo di lui, almeno venti giovani di destra - aggiunge il parlamentare di An - e dove gli assalti con molotov e bulloni ai comizi della destra erano la routine, il segretario di Rifondazione non può certo fare la morale a nessuno».
Foti continua: «Chi scrive sa bene cosa ha significato essere di destra negli Anni 70 in questa città - scrive Foti - se non altro per avere subito personalmente alcune aggressioni tra le quali quella del 28 aprile 1979 ai Giardini Margherita, i cui dettagli potrebbe Montanari richiederli ad una sua onorevole affine».
«Di certo e provato c'è - attacca l'esponente di A.N. - che a quell'estrema destra che organizzava manifestazioni di protesta contro Alleanza Nazionale e presentava candidature alternative alla mia in Provincia, la sinistra ha dato fiato e fatto molti favori. Ricorderò l'autenticazione delle firme (al di fuori degli orari di apertura del Comune e, quindi, senza alcun obbligo di legge) da parte di assessori comunali dei Ds in occasione delle Regionali del 2005, oltre che il "subappalto" di diversi sottoscrittori. Dov'era allora Montanari? Faceva forse il palo»?
Foti conclude: «Ad ogni buon conto io a questo triste figuro non devo più alcuna risposta, mentre è probabile che sia lui a doverne ai miei legali».
da La Cronaca
