Camera

«Tavolo di trasparenza su Edison»

Data: 10/05/2005

«Che cosa ci vanno a fare le municipalizzate emiliane nella società che gestirà metà del capitale di Edison?» È la domanda che sintetizza tutti i dubbi dei parlamentari piacentini della Casa delle Libertà, intorno alla partecipazione piacentina, tramite la cordata stabilita da Enìa con il colosso milanese Aem (più la multiutility Sel di Bolzano e un gruppo di banche), all'operazione finanziaria che ha portato all'aggiudicazione dell'asta di uno stock di azioni del secondo operatore italiano dell'energia. Il controllo di Edison sarà così spartito in parti uguali tra i monopolisti francesi dell'Edf e l'alleanza di municipalizzate raccolte intorno ai milanesi. Ieri pomeriggio Massimo Polledri e Tommaso Foti (assente per motivi personali Antonio Agogliati, ma in sintonia con le posizioni dei due colleghi) hanno chiesto di istituire da subito un "tavolo di trasparenza", per fare luce sui connotati della complessa operazione economica, e soprattutto comprendere le reali ricadute per il territorio locale. Non è in discussione l'importanza della partita che si è giocata sulla sorte della società di Foro Bonaparte, né tantomeno la sua conclusione, ma la scarsa informazione e il metodo seguito, che ha precluso - secondo i parlamentari - la partecipazione di eventuali partner privati. «Si tratta della più grossa operazione industriale - ha affermato Polledri - da quando è stata avviata la privatizzazione del settore energetico: è stata favorita dal Governo e il nostro auspicio era che si verificasse un accorpamento più grande di municipalizzate. Per intenderci, che Asm Brescia (in lizza per Edison con gli spagnoli dell'Endesa, ndr) non facesse concorrenza "politica", provocando la crescita dell'importo delle azioni». «Ci chiediamo perché - ha aggiunto - nessun partner privato piacentino sia stato coinvolto, ad esempio Giglio o Garilli, vorremo sapere chi pagherà e come la quota da 250 milioni di euro, il cui esborso tocca da Enìa; e pure a chi andranno eventuali utili». Foti (Alleanza Nazionale) se l'è presa con l'ex assessore comunale Marco Elefanti, vicepresidente di Enìa, "reo" di aver dato risposte insufficienti sul coinvolgimento della multiutility emiliana nell'operazione. «La vicenda, di per sé molto importante a livello nazionale - ha affermato - è sconcertante per l'omertà che ha avvolto la presenza piacentina: il Comune è un'azionista importante di Tesa, a sua volta parte integrante di Enìa; non è accettabile la mancata comunicazione sul territorio. Così come non si è perseguita la strada di creare una partnership pubblico-privata che poteva essere vincente. Al sindaco chiediamo di costruire un tavolo di trasparenza sull'operazione, che richiami anche i soggetti sociali ed economici locali. A noi tutti è dovuta una spiegazione: che convenienza c'è per Piacenza?»

da Libertà

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TommasoFoti
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