Data: 25/06/2004
«Prendi è zucchero d'autore». Sono le nove del mattino di un giovedì a meno due giorni dalla chiusura della campagna elettorale, Tommaso Foti arriva in via Leonardo da Vinci dove i supporter hanno organizzato una colazione con gli elettori. Lo zucchero che addolcisce il caffè è quello che porta la pubblicità elettorale del candidato. Ci scherza. Il telefono ricomincia a trillare. «Ecco la sveglia mattutina - commenta - è il senatore Agogliati». Breve comunicazione e poi il commiato: «Tranquillo Tonio, mancano tre giorni e poi festeggiamo... sono qui al bar, sto facendo colazione». Il sipario sulla penultima giornata prima del voto di sabato e domenica prossimi si apre con strette di mano, parole di incoraggiamento e tante domande del tipo: «Ce la facciamo o no?» «Tranquilli ce la facciamo anche se c'è bel tempo». Rincuora. Destra o sinistra la preoccupazione è unica, il timore che in pochi tornino a votare per il ballottaggio, soprattutto nei paesi della provincia.
Caffé, cappuccino, succo di frutta... alla spicciolata si aggiungono altri sostenitori di Tommi che passano a salutare l'amico di sempre prima di dividersi per occuparsi dei banchetti della propaganda. «Se non vinci ti spacco la faccia» è la rude, confidenziale esortazione di un signore anziano che si avvicina stringendogli la mano. Foti ride e risponde: «Non mi sono certo risparmiato». Arriva Sabrina, leader dei giovani e già programma un volantinaggio per il prossimo lunedì. «Sarà bene - suggerisce Foti - non programmare nulla per lunedì...». «Ah, già hai ragione Tommaso...». E' tempo di partire. Marco Civardi, Monica Dorini ed io saliamo sull'auto del candidato. Alla guida c'è lui. Il programma della giornata prevede un paio d'ore a Fiorenzuola sul mercato settimanale.Lasciamo la città affiancando il macello «Questa sì che è una bella cosa per la città. Dice. Ma nessuno dà a Cesare quel che è di Cesare...»
Sono poco più delle 10 quando si esce dal casello dell'A1 alla Barabasca e per percorrere i pochi chilometri che immettono in città ci si impiega almeno quanto il tratto d'autostrada da Piacenza fino a qui. Il traffico della via Emilia si infittisce di anno in anno e qui tutti aspettano la conclusione dei lavori della tangenziale per spingere fuori dal centro abitato il serpentone inquinato di camion e automobili. Via telefono Alberto Bazzani ci indirizza verso piazza Caduti, lì davanti alla Croce bianca ha piazzato la sua auto tappezzata di manifesti del candidato e diffonde i santini, le spille. Ci attende in compagnia di Angiola Tremonti che si è fatta adottare dalla Valdarda. «Un parcheggio, il mio regno per un parcheggio!!!» Sembra implorare il candidato. Di giovedì a Fiorenzuola col mercato è un'impresa, ma lo trova appena girato l'angolo. S'imbatte in una signora che inciampa «troppe buche su questa strada»» gli dice «Ah! Ma lei è il signor Foti». Si ricompone e si avvicina per complimentarsi e per stringergli la mano: «Cara signora - risponde Foti - queste sono del comune e non della Provincia». Non c'è che dire - commenta il candidato - dalle sessantennni in su sono tutte fans. Al gruppo si aggiunge anche Romano Tribi (Udc) che lo accompagna a salutare alcuni commercianti del centro. I sostenitori hanno seminato il terreno speakerando per far sapere del suo arrivo. Sul banchetto in corso Garibaldi fiammiferi, biro e bustine di zucchero. All'inizio della strada principale ci s'imbatte in Flavio Antelmi, sindaco di Fiorenzuola alle prese con la propaganda del suo candidato. Si salutano e si scambiano «le figurine». Si fa tappa da Marzolini, storica cartoleria cittadina da dove sono passati schiere di studenti valdardesi. Poi nella piazzetta dietro alla collegiata un saluto a una altra icona del commercio fiorenzuolano la calzoleria più antica della piazza. Giù in via Gramsci uno stop al bar Finetti, al negozio di elettrodomestici e dalle gentili fioriste. Il tam tam ha funzionato bene e il passaggio dell'onorevole candidato è atteso. Addirittura ci sono prenotazioni. «Tommaso facciamo un salto dall'orefice. E' appena qui dietro l'angolo. Passiamo anche al negozio di giocattoli». Lo indirizzano Tribi e Franco Brauner. In via XX Settembre c'è chi lo intercetta sulla porta del negozio. Chiede che si faccia qualcosa di concreto perché ci sono troppi extracomunitari. Un signore anziano porta in un sacco di plastica alcune sculture. Si ferma. Ha riconosciuto il candidato e promette: «Sono con lei. Ho sempre votato a sinistra, ma stavolta no». Si va oltre. Sul mercato uno dopo l'altro incoraggiamenti, tanti «in bocca al lupo» e conseguenti «crepi il lupo». Fino al banco del signor Celeste che ha perduto la piccola Silvia 14enne colpita da un ictus e che da allora ha avviato una battaglia «per un'assistenza qualificata sui mezzi di soccorso». Il giro è quasi al termine quando incontriamo un elettore riottoso. Non vuole andare a votare domenica. «Tanto...» dice facendo spallucce. Un invito a nozze per i gruppo di supporter di Foti che strappano un non molto convinto: «Sì, va bene, andrò a votare». Ripartiamo. Di lì a poche ore sarà in viale dante per un sit-in di protesta dei commercianti che contestano i lavori stradali in corso.
da Libertà
