Data: 01/09/2006
Il deputato non raccoglie la mano tesa rivolta dall'Unione all'opposizione e respinge le critiche rivolte al suo ""stile politico"": «Non sono allusivo, dico pane al pane e vino al vino»
Un «""inciucino"" di fine estate» che «se da una parte garantirebbe a Reggi provvidenziali stampelle nel caso in cui qualcun altro della sua maggioranza si squagliasse, dall'altro verrebbe letto dagli elettori del centrodestra come un miserando tradimento». Così il deputato di An Tommaso Foti liquida i segnali di apertura che Luigi Gazzola, della segreteria provinciale della Margherita, ha rivolto allo schieramento di centrodestra all'opposizione in Comune auspicando per la fine del mandato amministrativo un confronto che possa portare a condivisioni programmatiche con l'Unione. Un appello indirizzato a quella parte della minoranza «non populista» ma disposta a ragionare di proposte «serie, nel merito degli argomenti». Così, in un intervento sul sito Internet della Margherita, ha annotato Gazzola che, in altro scritto a lui riconducibile, ha fatto capire di non pensare come possibile interlocutore a Foti, di cui ha censurato lo «stile» giudicato pregiudizialmente polemico contro gli avversari politici.
Ma «non ho mai pensato che lo ""stile Foti"" potesse piacere alla sinistra e ai suoi proni e supini accoliti», replica l'onorevole che ritiene «motivo di soddisfazione per me il fatto che Gazzola non condivida il mio pensiero: se non altro perché mi colloca senza ambiguità all'opposizione, agli antipodi di quell'Unione da cui tutto mi divide». «Una vecchia tecnica», quella dell'esponente della Margherita che «stila l'elenco dei buoni e dei cattivi», «attraverso la quale chi è in difficoltà tenta di dividere il fronte politico che in modo compatto gli sta dinnanzi». «Libero poi, chi rappresenta l'opposizione, di fare come vuole, ma certo è che lo ""stile Foti"" è nel segno della coerenza personale e politica; quella di Gazzola di oggi, invece, è soltanto una ...caduta di stile».
Foti respinge infine le accuse di Gazzola che, riferendosi agli ultimi polemici interventi dell'onorevole sull'appalto sulle mense e sullo scontro Comune-Piacenza Calcio, gli addebita la tecnica allusiva del «dire e non dire nel tentativo di far percepire chissà quali losche manfrine o interessi». «Sono avvezzo a dire ""pane al pane e vino al vino""», reagisce il parlamentare».
da Libertà
La Margherita apre all'opposizione - da Libertà del 31 agosto 2006
Il possibile allargamento della maggioranza di centrosinistra? Un tema che ha tenuto banco durante l'estate nel dibattito politico nazionale, ma che va affrontato anche a Piacenza. Ne è convinto Luigi Gazzola, della segreteria provinciale della Margherita e responsabile enti locali del partito, secondo il quale «c'è spazio per un allargamento politico». Così si esprime in un intervento pubblicato sul sito Internet del partito: «C'è uno spazio di iniziativa politica che riguarda il rapporto con l'opposizione, non la parte populista, ma quella che accetta un confronto serio, nel merito degli argomenti. Con questa opposizione ? che ha già saputo lanciare segnali di disponibilità - occorre confrontarsi, accettando anche seri compromessi purché nell'interesse generale». Per Gazzola, «Piacenza - in vista dell'ultimo anno di mandato - può vedere la proposizione di una griglia programmatica delle cose da fare, da condividere anche con la minoranza, offrendo la disponibilità a modifiche migliorative quando quella parte dell'opposizione non interessata al tanto peggio tanto meglio sappia suggerire proposte concrete».
A chi pensa Gazzola come possibile interlocutore in seno al centrodestra? Di certo non a Tommaso Foti del quale in un altro intervento pubblicato sul sito Internet della Margherita e sempre a Gazzola riconducibile (reca la firma dell'ufficio Enti locali) vengono censurati gli ultimi polemici attacchi al centrosinistra. Che si tratti di appalti pubblici o dello scontro tra Comune e Piacenza Calcio sullo stadio, «colpisce lo stile degli interventi» del deputato di An, «sorta di messaggi più o meno trasversali lanciati a ignoti (?) interlocutori, volutamente ambigui, criptici, tanto da essere compresi da una ristretta schiera di ""addetti ai lavori"" - sia pure a fatica anche da loro -, non certo dai cittadini a cui sono apparentemente rivolti». Lo scopo, secondo l'ufficio Enti locali della Margherita, «è insinuare dubbi, creare ad arte confusione, col preciso intento di minare la fiducia dei cittadini verso gli amministratori». E allora: «Intervenire sistematicamente su questioni locali d'attualità senza chiarirne i contorni anzi alimentando fumosi dubbi risponde alla nota tecnica della ripetizione come metodo di insinuazione/convincimento. Un conto però è sottolineare nell'ambito di una corretta critica politica presunte incapacità altrui ma dire e non dire nel tentativo di far percepire chissà quali losche manfrine o interessi è un modo di lanciare il sasso ritirando la mano e rappresenta una mancanza di rispetto prima di tutto di se stessi». «Il solito registro stilistico insomma, finto ironico, un po' arrogante, che tanto piace agli elettori di centrodestra oggi un po' disorientati di cui occorre in ogni modo conservare la traballante leadership».
