Camera

Verso le comunali: appello agli alleati

Data: 25/05/2006

Aprire al più presto un tavolo di confronto interno alla Casa delle Libertà, con l'auspicio di non presentarsi all'appuntamento con gli elettori «in ordine sparso o confuso» e, eventualmente, con la possibilità di sondare partecipazioni di altri movimenti o partiti.
E' l'invito che alcuni rappresentanti provinciali di Alleanza Nazionale hanno rivolto ai segretari di Forza Italia, Udc, Lega Nord e Liberali piacentini in riferimento all'appuntamento elettorale che aspetta il capoluogo nella prossima primavera.
L'obiettivo, chiaramente, è quello di ""riprendere"" il Comune di Piacenza, dopo il mandato della giunta di Roberto Reggi. La missiva, inviata nei giorni scorsi, è stata presentata ieri da Sergio Bursi e dal parlamentare piacentino Tommaso Foti.
Il partito pare dunque pronto a scaldare i motori e invita gli alleati a convocare «entro la fine di giugno» un tavolo di centro destra. Il primo ""nodo"" da sciogliere potrebbe essere quello della composizione dello schieramento: «In primo luogo - si legge - si tratta di definire il perimetro politico del tavolo di centro destra».
Per An, è poco utile che i partiti debbano «parlarsi attraverso gli organi di informazione»: la strada auspicata nella lettera è invece quella dell'individuazione di delegazioni per attivare un comitato elettorale 2007 e, quindi, confezionare un programma condiviso. L'invito di Foti e Bursi non potrebbe essere più chiaro: «Evitiamo di andare alle elezioni in ordine sparso o confuso, come è recentemente accaduto per le amministrative». Come a dire che il passato insegna. Foti non lo nasconde: «Alle provinciali la Cdl non era compatta: forse questo può essere stato uno dei motivi della sconfitta». La ricetta potrebbe invece essere quella di un confronto e di un tentativo di dialogo, eventualmente, anche con altre forze. Evitando, possibilmente, le segmentazioni: «Tutti noi dobbiamo capire dove e con chi vogliamo andare». Quanto al nome del candidato per il centro destra, Bursi non si dice contrario alle primarie: «Non è sufficiente che un partito, seppur di maggioranza, lo esprima: dobbiamo dare spazio a chi può avere realmente i numeri per vincere». Anche la militanza nel centro destra non sembra essere un requisito ""sine qua non"": «Ho sempre sostenuto - aggiunge Foti - che un uomo non risolve tutto. Io ne sono l'esempio. Sono le condizioni politiche a decretare la vittoria». Insomma, uniti è meglio: l'identikit del candidato, per ora, non sembra preoccupare i vertici di An. Quanto ad una propria partecipazione, il parlamentare si chiama fuori: «Io non sono comunque della partita».


da Libertà

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