Data: 07/06/2005
A porre annosi problemi sul tappeto ha iniziato Tommaso Foti (An): «Occorre una tangenziale seria per Piacenza. Da Le Mose a Montale l'accesso in città da S. Nicolò ci deve essere un collegamento adeguato. La Valnure da Strada Statale dovrà diventare Strada provinciale, e sarà quindi la Provincia a doversene far carico. Per non parlare della Padana Inferiore: se Monticelli e Castelvetro stanno sviluppando nuove attività, aumenterà anche il volume di traffico e quindi alla Provincia toccherà pensare seriamente la viabilità di quella zona». Foti a fronte di queste «urgenze» ha chiesto «una politica di bilancio che punti ad entrate di tipo straordinario»: «le grandi opere si fanno se si gestisce al meglio il nostro patrimonio mmobiliare, anche con cartolarizzazioni». Esempio da non seguire quello di affitti non pagati. «Qual è la posizione della Caserma dei Carabinieri e la Prefettura di Viale Beverora - ha chiesto a proposito Foti - Il Ministero dell'Interno è in linea con i pagamenti con la Provincia che di quell'edificio è proprietaria?» D'accordo con il leader della minoranza, il diessino Gaetano Montanari che ha parlato del nuovo ramo di tangenziale come «una confusa Disneyland» e sollecitato «l'unità di opposizione e maggioranza» di fronte a opere urgenti, anche legate al fatto che «due terzi del territorio piacentino è in collina». Oltre alla tangenziale e al nuovo ponte sul Trebbia, e in attesa del terzo ponte sul Po, ci sono alcuni problemi di questi giorni a cui ieri in consiglio ha dato puntuale risposta l'assessore ai lavori pubblici Patrizia Calza: la proroga della chiusura del ponte di ferro a Castelvetro (posto da Patrizia Barbieri del centro destra) e la segnaletica per la viabilità alternativa a quella sulla provinciale per S. Giorgio, «intralciata» dai lavori di manutenzione del ponte sul Nure, posto sempre da Foti. Dai banchi della maggioranza, la diessina Adriana Bertoni ha sollecitato l'aumento del trasporto pubblico.
da Libertà
