Camera

Votazioni in Consiglio: la gaffe è duplice. Passa la mozione di An di solidarietà a Papa Ratzinger

Data: 10/10/2006

La vera suspance ieri, in Consiglio provinciale, non è stata tanto legata al merito degli argomenti, quanto all'esito delle votazioni.
Aggiornamento del regolamento per l'acquisizione di beni e servizi in economia: 12 voti favorevoli, gli altri contrari. L'assessore Pietro Tansini chiede l'immediata esecutività. Stessa votazioni. Tommaso Foti (An): «Per l'esecutività servono 13 voti». Ma il segretario Ottavio Cotitta dice no, va bene 12. Passa l'esecutività. Poi il segretario si consulta, verifica e rettifica. Gli "tocca" dar ragione a Foti: ai sensi del regolamento, è vero, per l'esecutività servono 13 voti.
Quindi viene presentata la mozione di An relativamente alle dichiarazioni di papa Ratzinger a Resenburg: 3 contrari, 7 astenuti, 9 favorevoli. Cotitta: «Passa». Gianni Arbasi (Ds): «No, non può passare. Gli astenuti vanno contati». Foti insiste: «Certo che passa». Consultazioni generali, interruzioni. Poi Cotitta comunica il verdetto a Gualazzini che proclama l'esito della votazione: la mozione non passa.
Alcuni della minoranza (Foti abbastanza indispettito) escono. Altri restano. Mancano ancora quattro punti, un interpellanza e tre interrogazioni.
A fine Consiglio nuova comunicazione, assolutamente in zona Cesarini, di Ottavio Cotitta. «Ai sensi del regolamento la mozione passa».
LA DELIBERA
Insomma Foti ha due volte ragione, tecnicamente, sull'esito delle votazioni di un Consiglio piuttosto incerto e turbolento, cominciato con le comunicazioni, per lasciare spazio alla delibera di approvazione del nuovo testo di adeguamento del vigente regolamento per l'acquisizione di beni e servizi in economia.
La illustra, lo aveva già fatto in commissione, l'assessore al bilancio Tansini. Patrizia Barbieri prende quindi la parola e "fa le pulci" al testo: «D'accordo sull'adeguamento (come tutta la minoranza, ndr) ma molte cose andrebbero modificate». Le elenca. Tra le "critiche" fondamentali quella relativa alla troppa discrezionalità dei funzionari e la possibilità di acquisire le offerte telefonicamente. «E' inaudito - dice - in un regolamento, il testo non è adeguato».
Parte della maggioranza (Ds e Margherita) intervengono in favore del lavoro svolto degli uffici e l'assessore Tansini si limita a spiegare che quello è il testo preparato dai tecnici e quello è. Foti chiede un'ulteriore commissione per approfondire l'argomento e prendere eventualmente in considerazioni gli "emendamenti" della Barbieri. No della maggioranza e Tansini afferma. «Il documento è già passato in commissione. Lo metto in approvazione così com'è e chiedo anche l'immediata esecutività«.
«E' inutile - afferma la Barbieri - essere propositivi in questo Consiglio, ma vi prendete a responsabilità di un regolamento che farà aumentare contenziosi e problemi».
Rifondazione Comunista si smarca dalla maggioranza e annuncia, come aveva fatto in commissione la settimana scorsa, che non parteciperà al voto: «Si è persa l'occasione di approfondire certe tematiche legate alle politiche degli appalti» si è limitato a dire Stefano Rattotti.
Arriva quindi la frecciata alla Giunta di Adriana Bertoni (capogruppo dei Ds) che pur votando la delibera afferma: «A specifiche richieste tecniche l'assessore, per amore della chiarezza, doveva fornire e far fornire dai tecnici (era presente in aula il dirigente d'area Vittorio Boccaletti, ndr) specifiche risposte tecniche. Chiedo inoltre al presidente della Giunta (il presidente Boiardi, ndr) che in futuro faccia uno sforzo perché argomenti di tale portata e legati all'organizzazione interna dell'Ente vengano portati in aula dopo aver raggiunto una posizione unitaria dei gruppi di maggioranza».
In effetti la non partecipazione al voto da parte di un partito della coalizione e le "non risposte" alle richieste e critiche specifiche di un consigliere di minoranza indeboliscono, in qualche modo, l'azione politica della Giunta in tale ambito.
LA MOZIONE
Vari botta e risposta, invece, ci sono stati sulla mozione presentata da An e passata nonostante l'astensione dei Ds e di Briggi (Idv) e del capogruppo della Margherita Antonio Vincini e i voti contrari dei due consiglieri del Prc e di Giuseppina Rocca (Pensionati Piacentini), con i voti favorevoli della minoranza (a parte gli assenti, tra cui, Angelo Cardis e Gianpaolo Fornasari) e Mario Vincenti della Margherita.
Quasi tutti i consiglieri sono intervenuti con varie riflessioni sul grande tema culturale legato a Islam, Cristianesimo e rapporti interreligiosi.
A votazione conclusa risulta approvata dal Consiglio provinciale la "Piena e incondizionata solidarietà a Papa Benedetto XVI". Il documento ricorda le polemiche emerse a livello internazionale dopo che il Papa ha pronunciato, all'Università di Regensburg. Un discorso - si legge nella mozione approvata - che "lungi dalle interpretazioni capziose che ne sono seguite", "aveva come oggetto la relazione tra Fede e ragione, con considerazioni di carattere filosofico e teologico".
Nel considerare "del tutto strumentali e fuorvianti" le reazioni che si sono succedute in questi giorni, "in particolare quella dell'organizzazione terroristica Al Qaeda" che ha annunciato "futuri attacchi all'Occidente e al Cristianesimo", i due consiglieri di Alleanza Nazionale ribadiscono nel documento che "l'inalienabile diritto alla libertà di espressione religiosa e all'esercizio del proprio culto è riconosciuto dall'ordinamento italiano e di tutte le democrazie occidentali".


da La Cronaca

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TommasoFoti
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