Data: 27/01/2006
Le pubbliche esternazioni del sindaco Roberto Reggi sulle compravendite di voti che sarebbero avvenute tra giunta e consiglio comunale in passati mandati amministrativi sono finite sul tavolo del sostituto procuratore Maurizio Boselli in virtù di un esposto dell'onorevole Tommaso Foti (An). «Ho ritenuto di segnalare i fatti alla procura in qualità di semplice cittadino - ha spiegato Foti - anche perché ora chi ha qualcosa da dire lo dovrà fare all'autorità giudiziaria, altrimenti ne pagherà le conseguenze».
L'esposto dovrà ora essere esaminato dal magistrato per verificare se le parole del sindaco possano giustificare una sua testimonianza in procura sui presunti pagamenti di voti di cui avrebbe notizia.
Reggi ne aveva fatto riferimento il 13 gennaio a un pubblico incontro a Carpaneto dove doveva parlare del lato umano della sua esperenza di sindaco. Il passaggio ""incriminato"" alludeva a voti ""messi in vendita"" in passato da consiglieri comunali al prezzo di 500 euro l'uno e ""acquistati"" da esponenti di giunta per l'approvazione delle delibere. Comportamenti che nell'attuale mandato non avvengono più, aveva annotato il sindaco, sollevando in consiglio comunale l'indignata reazione di esponenti dell'opposizione che quelle frasi avevano letto su Libertà del 15 gennaio. Assessori della precedente amministrazione come Massimo Trespidi (Forza Italia) e Andrea Paparo (An), hanno accusato Reggi di gettare fango su chi sedeva negli anni scorsi sui banchi dell'aula consiliare e invitandolo a fare riferimenti precisi, se ne è in grado, e ad andare dal magistrato, altrimenti è bene che smentisca. Il sindaco, pur restando nel generico, aveva rilanciato le sue tesi ma dicendosi certo dell'onestà di tutti gli attuali ""inquilini"" del consiglio. Anche l'ex sindaco Gianguido Guidotti, con Stefano Pareti e Marco Gelmini, consiglieri di opposizione durante il suo mandato, hanno poi attaccato Reggi chiedendo conto delle sue affermazioni.
da Libertà
