Camera

Voto agli immigrati, «Troppo tardi»

Data: 26/05/2005

Il Comune sta spingendo per il voto agli immigrati, almeno nelle circoscrizioni, forte di una decisione del Consiglio di Stato. Il deputato di An, Foti, però ha sottolineato come sia necessaria una modifica della Costituzione e il tempo per farlo, da qui al 2007, non c'è più. Di questo e di altri temi legati all'immigrazione se ne è parlato in un bel convegno ieri, organizzato a Palazzo Farnese dall'Associazione "Società aperta". In coda, diverse prese di posizione polemiche - contro l'amministrazione e i sindacati - da parte di alcuni immigrati appartenenti a diverse associazioni. In provincia si contano circa 18mila immigrati, di cui 7 o 8mila in città. Al tavolo dei relatori gli assessori di Comune e Provincia, Leonardo Mazzoli e Paola Gazzolo, don Davide Maloberti (direttore del Nuovo Giornale e moderatore della giornata), Paola Scevi, docente di Diritto delle migrazioni della Cattolica, il deputato di An, Tommaso Foti e il consigliere comunale Sandro Ballerini (Forza Italia). Assenti, invece, il sindaco Roberto Reggi e il presidente della Provincia, Gianluigi Boiardi: due amministratori a cui stanno particolarmente a cuore i temi dell'immigrazione e che non perdono occasione per sbandierare teorie sull'accoglienza. La giornata è stata introdotta dal segretario di Società aperta, Pietro Perotti, il quale ha sottolineato come, citando il Papa, vadano infrante le barriere tra i popoli. Scevi ha presentato una panoramica giuridica sulla possibilità di dare il voto agli immigrati. Attualmente, ha detto, ci sono una decina di disegni di legge presentati alla commissione Affari istituzionali, tra cui uno firmato anche da Foti. La convenzione di Strasburgo garantisce molte libertà agli immigrati, ma il comma "c" dell'articolo 2, quello sul voto, non è mai stato ratificato dall'Italia. Il Testo unico sull'ordinamento delle Autonomie locali, invece, dice che Comune e Provincia disciplinano la partecipazione degli immigrati alla vita pubblica e il punto 1 recita che il Comune, solo per Circoscrizioni e frazioni, estende il diritto di voto agli immigrati. Bisogna, però, ha ricordato Scevi che la materia fa parte del potere legislativo dello Stato. Anche se, ha continuato, occorre tenere presente che il Consiglio di Stato ha stabilito un collegato tra gli articoli 8 e 17 del Testo Unico, facendo sì che possa essere accolto il diritto di voto per le Circoscrizioni. E poco tempo a Piacenza, il primo a chiedere il voto agli stranieri, è stato il consigliere del Quartiere 1, Andrea Chiappini (Rifondazione comunista): la sua mozione fu però bocciata. La complessità delle norme è alta e la stessa Scevi ha affermato «di preferire una modifica costituzionale». Infine, la docente ha mostrato la situazione nei diversi Paesi europei riguardo al voto amministrativo: in Olanda esiste dall'85, nei Paesi del Nord Europa dal ‘77, in Portogallo dal ‘71 e dal ‘97 solo per gli originari del Brasile, in Gran Bretagna possono votare tutti i sudditi del Commonwealth. La Spagna fa votare solo con il diritto di reciprocità. Ballerini ha esordito affermando che il diritto di voto non è tra le priorità degli immigrati come lo sono invece il lavoro, il rispetto, la qualità di vita, la famiglia, i bambini, gli anziani, la salute. «Il voto - ha detto - va dato a chi vuole diventare cittadino italiano. Il comportamento di un immigrato non deve stravolgere la vita di un Paese. Secondo Ballerini, i sindacati fanno bene a difenderli, ma spesso trascurano gli immigrati: «Temo strumentalizzazioni e manovre politiche alle loro spalle». Poi un altro affondo sulle consulte. A quella Regionale da Piacenza sono state mandate due persone, senza consultare nessuno, «una scelta della sinistra». E ancora, i finanziamenti: «Le associazioni non devono essere per pochi intimi. Il sindacato e la sinistra sono maestri nel reperire i finanziamenti ». Il suo intervento è stato ripreso da alcuni immigrati appartenenti ad associazioni, ma anche criticato da Bruno Carrà, responsabile immigrazione della Cgil, il quale ha detto che al sindacato sono iscritti 2.600 lavoratori stranieri, criticando anche la Bossi-Fini. Mazzoli ha sostenuto che «in base alla mia esperienza credo che il voto agli immigrati aiuti l'integrazione. Il numero tende ad aumentare: gli stranieri vanno integrati e non solo tollerati». Secondo Mazzoli, agli immigrati interessa il voto e il concetto di cittadinanza deve essere allargato e andare oltre l'appartenenza a uno Stato o a una nazione». Poi, Mazzoli ha detto che il Comune, forte dell'orientamento del Consiglio di Stato sta lavorando e promuoverà il voto agli immigrati nelle Circoscrizioni. Subito con le scintille l'intervento di Foti: «Bisogna smetterla con il minuetto delle ipocrisie. Oggi Reggi e Boiardi sono assenti, forse devono risolvere i problemi del mondo da qui al 2020 (il riferimento è al Piano strategico, ndr). E' meglio dire subito che cosa accade. Nel 2007 si vota e non c'è più il tempo tecnico per alcuna modifica della Costituzione in questa legislatura». Secondo Foti, non esiste un accordo politico generale per far arrivare al voto gli immigrati. «Nella convenzione di Strasburgo - ha continuato - si parla sempre di elezioni amministrative. Non si parla di elezioni politiche, perché altrimenti si si tocca la cittadinanza e quindi la Costituzione». Poi, Foti rivolto a Mazzoli ha detto che se si vuole far votare gli immigrati «non avete alibi. Perché non introducete il consigliere aggiunto, come avviene a Lecce, il cui sindaco è di An, Adriana Poli Bortone »? Ritorna il tema politico: «Nei fatti non si vuole, a parole sì». E ancora: «Non è vero che il voto integri. Integrazione significa evitare i quartieri ghetto come via Roma. Molti Paesi non hanno legiferato: Germania, Francia, Grecia. Spagna e Portogallo, invece, hanno chiesto che s e un marocchino vota in Spagna, uno spagnolo vota in Marocco. Comunque, il problema qui non esiste. L'Italia non ha recepito il comma "c" della Convenzione di Strasburgo, quello sul voto agli stranieri». Non lasciandosi sfuggire l'occasione, Foti ha infine ricordato che nello statuto della Giunta era prevista la partecipazione degli immigrati.

da La Cronaca

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