Camera

«Voto al centrodestra. A PIacenza la sinistra non passa»

Data: 08/04/2006

«Il 9 e 10 seppelliamoli, vinciamo»! Da piazza Cavalli si alzano applausi e urla di incoraggiamento alle ultime parole di Tommaso Foti, deputato di An e candidato, che ieri ha chiuso la campagna elettorale di fronte a circa 400 persone.
Non ha usato giri di parole o perifrasi, Foti, ha detto ciò che voleva dire in modo chiaro e diretto, sottolineando temi nazionali, ma anche, con durezza, la situazione politica locale. Arrivando infine a un forte appello per il voto alla Cdl, garanzia di libertà e di non essere spennati dalle tasse, per non far vincere Prodi come accadra qui: «A Piacenza la sinistra non passa».
Restando in ambito locale, il deputato di An ha ricordato come «quando abbiamo governato noi l'Ici, inposta vessatoria, è stata abbassata. Reggi, il tassator cortese, ha introdotto l'Irpef dello 0,2 per mille, ci ha messo le mani in tasca. E' questa la sinistra di governo che impoverisce la gente in nome della lotta di classe. Una sinistra immorale e palazzinara». Gli applausi scrosciano. E Foti non dimentica Boiardi: «A Piacenza il Comune è stato consegnato alla sinistra da Reggi e la Provincia da Boiardi. Boiardi cerca di parlare, di pensare, ma gli è difficile. Queste giunte rosse devono andare a casa, perché massacrano chi lavora e chi produce». La platea è tutta con Foti. Cresce l'onda di marea verso la sinistra. «Nel 1996 - ha detto Foti - la sinistra ha governato prima con D'Alema e poi con Amato, l'unico che ha tassato anche i bambini attraverso i conti correnti per i più piccoli». Nel mirino finisce anche l'industriale Dallavalle «che sfrutta i bambini cinesi e indiani, pagandoli un euro, per produrre le sue scarpe che rivende a 350. E Bertinotti su questo non spende nemmeno una parola». Altri applausi. Poi tocca a Montezemolo: «Chi ha degli interessi vuole dare a Prodi le chiavi del Paese. L'Alfa Romeo era in difficoltà e Prodi l'ha rifilata alla famiglia Agnelli. Prodi non può non essere riconoscente».
Pesante l'attacco alle toghe rosse e alla giustizia «faziosa». «Noi queste toghe - afferma - le conosciamo da anni, da quando Violante dava la caccia alle streghe e Mancuso agli estremisti di destra». Foti ha attaccato anche la sinistra divisa al suo interno con Pecoraro Scanio, Rutelli, Luxuria («che servizi igienici userà in Parlamento»?) e Caruso («un giorno tira molotov con il passamontagna sul viso e l'altro fa il deputato»). Ha poi esaltato il governo della Cdl, che ha saputo tenere testa agli attacchi del terrorismo: «Non ho grandissima simpatia per l'America, ma loro hanno avuto l'undici settembre e si sono battuti contro il terrorismo. La gente da che parte doveva stare? Noi ci siamo schierati. La sinistra sventola la bandiera della pace, che è poi quella delle comunità gay...voltando la bandiera il prodotto non cambia. Noi ci siamo battuti contro il terrorismo, la sinistra urla in piazza 10, 100, 1000 Nassirya».
Infine, Foti ha fatto appello al grande cuore e all'identità della destra, augurandosi presto Fini premier: «Noi veniamo da lontano e abbiamo ereditato questa piazza. Siamo destra sociale e di solidarietà. La nostra è una comunità umana e solidale. I salotti e lo champagne lo lasciamo alla sinistra».

da La Cronaca

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