Data: 09/05/2009
(mir) Ieri la visita a Piacenza del viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli (Lega nord), nella prossima settimana il probabile sopralluogo del ministro Altero Matteoli e la sicura audizione del presidente di Anas Pietro Ciucci in commissione Lavori pubblici della Camera (in programma per mercoledì).
E chissà che tutto questo interesse istituzionale non possa davvero portare a una rapida e soddisfacente soluzione dell'emergenza creata dal crollo di una campata del ponte stradale sul Po. Un importante impegno in tal senso è arrivato da Castelli che ha visitato il luogo del crollo sulla sponda lodigiana e poi si è trasferito sul versante piacentino (dove ha appreso dallo stesso Matteoli, chiamato per un aggiornamento in diretta della situazione, di essere stato nominato viceministro).
«La necessità assoluta è di ripristinare il più rapidamente possibile un collegamento sicuro tra le due sponde - ha detto dopo essere stato accolto dal prefetto Luigi Viana, dal questore Michele Rosato, dal sindaco Roberto Reggi e affiancato dai parlamentari piacentini Massimo Polledri (Lega nord) e Tommaso Foti (Pdl) - anche se oggi non possiamo sapere quale sarà la via più rapida e definitiva per ottenere questo obiettivo. Non dobbiamo assolutamente mettere in campo soluzioni raffazzonate, da risistemare tra poco tempo. Ma prima di sapere che scelte si dovranno effettuare - ha aggiunto - bisogna che Anas stabilisca con assoluta certezza la staticità del ponte, della struttura metallica rimasta a prima vista intatta e dei piloni, perchè secondo me non è da escludere che il crollo possa essere dovuto a uno spostamento anche minimo di una pila di sostegno a causa della piena del fiume di quei giorni».
Potrebbe essere la corrente, quindi, una delle ragioni che hanno portato al disastro? «Non lo sappiamo ancora - ha risposto Castelli - dobbiamo completare le verifiche e a tal proposito ringraziamo il Procuratore di Lodi per aver consentito ai tecnici di operare fin da subito nonostante la struttura fosse sotto sequestro. Ma è un fatto certo che il problema è arrivato in concomitanza di una piena». Che futuro devono attendersi istituzioni locali e cittadini, che da tempo chiedono il secondo ponte? «Tutto dipende delle analisi della condizione attuale del ponte - ha precisato il viceministro - e al momento non si può ipotizzare nulla. Quando avremo il quadro definitivo di concerto con gli enti locali, che devono avere assolutamente voce in capitolo, decideremo cosa fare. Un altro ponte è una delle ipotesi, ma allo stato attuale non possiamo sbilanciarci. Promettiamo comunque grande attenzione, come abbiamo fatto per il pedaggio gratuito tra i caselli autostradali»
