Camera

17 marzo: Festa nazionale

Data: 19/02/2011

Dunque è ufficiale. Un decreto legge (coi voti contrari dei ministri della Lega) ha stabilito che il 17 marzo sarà festa nazionale per celebrare la ricorrenza dei 150 anni dall'Unità d'Italia.
Anche nel mondo politico piacentino la decisione ha provocato varie reazioni, ribadendo soprattutto la spaccatura nel centrodestra tra Pdl (favorevole) e Carroccio (contrario). Allineato con la posizione dei vertici contraria ai festeggiamenti, il consigliere regionale piacentino della Lega nord Stefano Cavalli spiega: «Io il 17 marzo lavorerò in negozio a Caorso, anzi andrò apposta anche se avrò altri impegni proprio perchè secondo me non sarà un giorno di festa. Innanzitutto perché oggi l'Italia è unita a parole e non nei fatti: in questo momento non ci sentiamo di onorare una ricorrenza fittizia, senza il federalismo il popolo del Nord è vessato dalle tasse e viene trattato peggio del resto del Paese, quindi c'è una disuguaglianza e una disparità che non può essere accettata, figuriamoci celebrata. Purtroppo - aggiunge - sarà così fino a quando non sarà approvata la riforma federale. E poi credo che sia giusto che tutti lavorino un po' di più e non un po' di meno in questo momento di crisi economica generale, in cui le aziende, i negozi e le altre attività non hanno certo bisogno di un stop forzato che porterà altri danni agli affari».
Di parere opposto il parere del sindaco Roberto Reggi, secondo il quale "le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia devono coinvolgere tutta la popolazione, ma soprattutto i più giovani. Il senso di appartenenza alla nazione deve consolidarsi non solo nelle persone adulte, ma anche e soprattutto nei ragazzi, che gli ultimi 150 di storia non li hanno vissuti neanche in parte e che spesso sui libri trovano una versione degli avvenimenti un po' ingessata". Secondo il primo cittadino "è invece fondamentale ricordare e trasmettere nella maniere più divulgativa possibile gli eventi e la fatica che tutta l'Italia ha fatto per arrivare sino ad oggi, in un momento in cui i messaggi di disgregazione si moltiplicano. Solo così possiamo dare speranze per il futuro, soprattutto alle nuove generazioni".
Gli fa eco Tommaso Foti, parlamentare piacentino del Pdl, che invece accoglie con favore la decisione: «Ero sicuro che il 17 marzo sarebbe stata festa nazionale, ma era giusto aspettare il Consiglio dei ministri e l'approvazione del decreto legge che la istituisce: oggi è stata presa una decisone giusta e saggia».
«Conferire la giusta e dovuta solennità alle celebrazioni del 150° - sostiene il parlamentare del Pdl - contribuirà a dare vita ai dovuti momenti di analisi e riflessione sulla storia del nostro Paese, sul significato e sull'attualità della sua raggiunta unità».
«Essere italiani - aggiunge l'onorevole Foti - significa anche condividere emotivamente una storia, un destino comune, un'appartenenza: a maggiore ragione il 150° va celebrato nell'imminenza dell'approvazione della riforma federalista dello Stato, atteso che il federalismo non comporta alcuna rottura con la nostra tradizione. E' sufficiente prendere esempio, al riguardo, da quelle Nazioni, gli Stati Uniti su tutti, in cui il federalismo è uno dei capisaldi, ma allo stesso tempo unisce tutta la popolazione sotto i colori e l'identità di un'unica bandiera».
«Per crescere, sia dal punto di vista economico che sociale, l'Italia - conclude il parlamentare - ha bisogno di un ?sistema Paese' che affronti unitariamente ogni tema. Solo così si potranno raggiungere grandi risultati. Le polemiche? Non aiutano nessuno, tantomeno il nostro essere italiani. Piacenza, Primogenita d'Italia, ben lo sa. Per questo mi auguro che il 17 marzo tutti i piacentini che hanno una bandiera tricolore in casa la espongano dal balcone della propria abitazione. Un gesto simbolico che vale più di tante ludiche iniziative».
Ovviamente soddisfatto il sindaco Roberto Reggi, secondo il quale «le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia devono coinvolgere tutta la popolazione, ma soprattutto i più giovani. Il senso di appartenenza alla nazione deve consolidarsi non solo nelle persone adulte, ma anche e soprattutto nei ragazzi, che gli ultimi 150 di storia non li hanno vissuti neanche in parte e che spesso sui libri trovano una versione degli avvenimenti un po' ingessata». Secondo il primo cittadino «è invece fondamentale ricordare e trasmettere nella maniere più divulgativa possibile gli eventi e la fatica che tutta l'Italia ha fatto per arrivare sino ad oggi, in un momento in cui i messaggi di disgregazione si moltiplicano. Solo così possiamo dare speranze per il futuro, soprattutto alle nuove generazioni».
Bruno Cassinari, coordinatore cittadino dell'Udc, sottolinea come «la ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia rappresenta una opportunità per riflettere sul significato attuale dell'Italia unita e per ribadire che i valori del federalismo solidale e della sussidiarietà sono il vero e profondo tessuto che caratterizza la varietà e la specificità dei nostri territori».
«E' necessario consolidare l'orgoglio di appartenere ad una Nazione che nella sua storia ha saputo fornire un contributo determinante al progresso politico, economico, tecnologico e culturale dell'Europa e del resto del mondo». Cassinari conclude invitando le Amministrazioni locali ad accogliere l'invito del presidente Napolitano ad attuare adeguate iniziative per riscoprire i sentimenti di coesione nazionale e sociale.
Infine Marco Bergonzi, capogruppo Pd in consiglio provinciale, non ha digerito innanzitutto le parole del presidente della Provincia di Bolzano, che «suonano stridenti, inopportune ed inaccettabili. Afferma di sentirsi parte di una "minoranza Austriaca che vive in Italia". Che gli piaccia o no Durnwalder è stato eletto secondo le norme in vigore nel nostro Paese ed è pagato come tali normative prevedono; se si sente minoranza in Italia, può sempre optare per diventare maggioranza in Austria».
E aggiunge: «E' troppo comodo usufruire degli amplissimI benefici concessi al territorio della Provincia di Bolzano e di fatto, non riconoscervisi. Ancor più grave è quando si rivestono ruoli istituzionali di primo piano. L' Unità d' Italia è costata fatiche, sofferenze e lutti infiniti; è un grande valore che tutti ci dovrebbe accomunare; posizioni come quelle del Presidente Durnwalder o come i sentimenti anti Italiani propugnati dalla Lega sono gravi e da ripudiare con sdegno. Infine come non ritenere totalmente fuori luogo ed inopportuno il fatto di aver voluto riaprire il dibattito sulla festività del 17 Marzo: è una data fondamentale per celebrare un evento cui tutti dobbiamo qualcosa; senza dubbio deve essere festa a tutti gli effetti, per tutti. E se il Ministro Calderoli ritiene che sia "pura follia ed incostituzionale", io credo che se non è incostituzionale avere ministri come lui... non lo possa essere nient' altro».
Michele Rancati

da Libertà

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