Data: 17/06/2009
Vito Angelo Barruzza, 45 anni, siciliano, imprenditore edile da anni abitante a Piacenza con la moglie e due figli, è stato arrestato all'alba di ieri dalla polizia. E' sospettato di essere un uomo molto vicino a Mattia Messina Denaro, il capo di Cosa Nostra, da tempo ritenuto il successore di Bernardo Provenzano. Gli investigatori della squadra mobile sospettano sia il postino di Denaro. E' questa un'indagine nazionale che ha portato a fare terra bruciata intorno al boss siciliano.
L'uomo arrestato a Piacenza aveva il compito di portare i pizzini (ossia messaggi scritti su pezzi di carta per evitare intercettazioni ambientali o telefoniche) al boss della mafia. Da due anni Barruzza era discretamente seguito, dagli uomini della squadra mobile che avevano installato nella nostra questura, una centrale operativa dotata di sofisticatissimi sistemi di intercettazione. I presunto postino della mafia era seguito passo a passo in tutti i suoi spostamenti a Piacenza e nei suoi spostamenti a Campo Bello nella zona di Mazara del Vallo, dove avrebbe incontrato esponenti di spicco di Cosa Nostra.
"Ho pagato il mio debito con la giustizia da quando sono a Piacenza non ho più fatto nulla" ha detto Barruzza ai poliziotti ieri mattina alle 4, mentre nella sua casa era in corso una perquisizione. A quanto risulta non sono stati trovati pizzini o altri elementi che lasciano supporre un qualche suo coinvolgimento con Cosa Nostra. Una curiosità nella sua casa c'era un dvd dello sceneggiato televisivo "Il capo dei capi" dedicato alla mafia.
Tuttavia intercettazioni, controlli e pedinamenti sono stati sufficienti per far scattare le manette per il Barruzza, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.
La notizia del suo arresto è stata resa nota ieri nel corso di una conferenza stampa alla quel erano presenti il questore Michele Rosato, il capo di gabinetto Girolamo Lacquaniti, il dirigente della squadra mobile Stefano Vernelli e Roberto Caretto vice commissario aggiunto della Sco (servizio centrale operativo) che ha coordinato la mobile piacentina in queste indagini sviluppatesi sul territorio nazionale.
All'alba di ieri sono state perquisite dalla mobile anche due abitazioni in provincia di Piacenza, una in val Trebbia e l'altra in val d'Arda. Entrambe le abitazioni erano di proprietà di imprenditori edili originari di Campo Bello nella zona di Mazzara del Vallo, ma da anni residenti nel piacentino. Queste due perquisizioni non hanno portato a nulla di rilevante.
Il questore Michele Rosato ha precisato che questa operazione a cui ha preso parte la squadra mobile di Piacenza non ha portato a scoprire un attività mafiosa sul territorio piacentino ma a seguire i movimenti di una persona che si ritiene aver mantenuto dei contatti con uomini del boss di Cosa Nostra.
"Non vi sono fenomeni mafiosi nella nostra provincia" ha assicurato il questore "questo grazie all'attenzione che sempre hanno avuto per questo territorio polizia carabinieri e guardia di finanza che con un lavoro preventivo, hanno evitato che sodalizi criminosi potessero attecchire sul territorio".
L attività investigativa ha portato la mobile della nostra città in Sicilia per compiere accertamenti attraverso mezzi audiovisivi e intercettazioni ambientali.
Il presunto postino della mafia arrestato a Piacenza era già stato arrestato negli anni novanta perché accusato di essere legato a Cosa Nostra. Aveva scontato la sua pena senza parlare ed era poi arrivato a Piacenza. Per gli inquirenti aveva però sempre mantenuto i contatti con alcuni suoi parenti a Campo Bello ritenuti legati alla mafia e soprattutto con il cugino Francesco Luppino considerato dagli investigatori il luogotenente di Messina Denaro.
In serata, alla Questura e agli agenti della Mobile, sono arrivati i complimenti del parlamentare Tommaso Foti (Pdl): "E' un arresto "pesantissimo", un duro colpo inferto alla criminalità organizzata, per il quale mi sento di esprimere il mio più sincero plauso e un sentito ringraziamento al Questore di Piacenza, Michele Rosato, alle Forze di Polizia e investigative che hanno permesso di raggiungere questo importante risultato"
Ermanno Mariani
