Data: 21/07/2012
Di fronte alla novità, però, l'onorevole del Pdl Tommaso foti interviene a gamba tesa nella questione, scavalcando di fatto i dibattiti, le assemblee ed i documenti firmati nei giorni scorsi. «Alla luce di quanto deciso, se vogliamo guardare la situazione con realismo anziché puntare tutto su sogni a lieto fine, le speranze di "salvare" la Provincia di Piacenza sono pari a zero» dice. «Pur augurandomi ancora che il Senato modifichi norme che, allo stato, non riservano un futuro - se non fino all'aprile 2014 - alla Provincia di Piacenza, ribadisco l'urgenza di predisporre i dovuti atti amministrativi affinché siano i piacentini a scegliere del proprio futuro, attraverso il referendum previsto dalla Costituzione». Secondo foti, l'alternativa è fin troppo chiara e non sarà favorevole a Piacenza. «Fin da oggi, deve infatti essere chiaro che dopo l'8 Agosto - quando è prevedibile che le norme che ci riguardano saranno a tutti gli effetti legge - o si marcerà senza indugi e senza tatticismi verso il referendum o finiremo malamente annessi da Parma». Una posizione che raccoglie consensi anche dalla Lega Nord. «Se le Province potranno continuare ad esistere solo se unita ad altre, è chiaro che il vero problema è l'accorpamento e decidere con chi stare» spiega il segretario del Carroccio Pietro Pisani. «L'unica strada democratica è chiederlo ai cittadini con il referendum, cercando di superare lo scoglio dei confini regionali».
da Libertà
