Camera

Adolfo Urso: «Economia in crescita»

Data: 21/03/2006

L'affaire Silvio Berlusconi-Confindustria tiene banco in una campagna elettorale dai toni tanto accesi quanto vivaci. Una domanda in merito è d'obbligo anche per Adolfo Urso, viceministro delle Attività produttive in visita ieri a Piacenza. «Toni duri e franchi - dice, riferendosi al discorso di Berlusconi - Ho assistito in diretta all'atto di estremo coraggio del presidente del Consiglio che ha
ottenuto un grande riscontro dagli imprenditori. I vertici di
Confindustria hanno scelto di stare al di sopra delle parti, una scelta legittima ma inusuale per il mondo dell'impresa. Berlusconi ha riaperto la campagna elettorale. Solo se gli elettori andranno in tanti a votare vincerà il centrodestra».
Ma i temi toccati ieri dal vice ministro di Alleanza Nazionale sono stati di stampo più economico che politico: l'economia del Paese, l'abolizione dell'Irap e le piccole medie imprese.
«L'Italia ha attraversato una fase difficile - dichiara Urso, che ha fatto tappa nel gazebo allestito da Alleanza nazionale Fini - ma grazie ai dati positivi sull'esportazione e i fatturati dell'industria a gennaio siamo usciti dal tunnel. Possiamo guardare con fiducia a una crescita che sarà dell'1,5 per cento. Rispetto al resto dell'Europa, l'Italia ha gestito meglio gli anni difficili garantendo un milione e 540mila occupati in più».
Riduzione della pressione fiscale su 31milioni di contribuenti (da 5 a 3 aliquote) e parzialmente sulle imprese. Questo uno degli obiettivi raggiunti per An negli ultimi cinque anni: «Il reddito imponibile è sceso dal 36 al 33 per cento. Dobbiamo cancellare l'Irap sul lavoro, una tassa vessatoria e iniqua, che fa pagare di più chi dà lavoro e meno chi ha un'impresa finanziaria. Dal 2003, sono 320mila le imprese escluse dall'Irap e 3milioni pagano meno Irap».
Sul mondo delle infrastrutture, Urso parla di 58miliardi di euro impiegati per i cantieri aperti e auspica la realizzazione delle grandi opere, una maggiore produzione di energia e la ricerca sul nucleare.
Facilitare la fusione tra le piccole medie imprese e detassare gli straordinari. Questo uno dei dieci punti del programma: «Abbiamo attuato la grande riforma dei distretti per il riconoscimento allo status giuridico, fiscale e amministrativo. Le piccole imprese possono fare insieme le procedure amministrative e il concordato fiscale».
«Nella lotta alla contraffazione - dichiara l'onorevole Tommaso Foti (An) dopo l'intervento del viceministro - L'attività politica della destra ha evitato che la piccola media industria fosse messa in ginocchio. Auguriamo alle imprese l'occasione di svilupparsi, crescere e produrre utili: queste le condizioni per l'aumento occupazionale».


da LA Cronaca

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