Data: 17/02/2012
Gli eventi di esondazione del canale posto a lato di via Bosi e i conseguenti allagamenti degli immobili ubicati in via Vescovi, Puccini e Bosi a Podenzano, arrivano in Parlamento tramite un'interrogazione urgente in commissione presentata in questi giorni dall'onorevole Tommaso foti ai ministri dell'Interno, della Giustizia e dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. La questione riguarda un progetto unitario autorizzato dal Comune di Podenzano nel 2001, che prevedeva nella zona sopra indicata la realizzazione di una nuova strada di congiungimento (in seguito via Puccini), di parcheggi pubblici e di sotto servizi al di sotto della nuova via. I lavori realizzati venivano collaudati dal Comune di Podenzano nel 2005 - ricostruisce foti - ma nel giugno del 2011 alcuni cittadini residenti in zona denunciavano una situazione intollerabile per il reiterarsi di eventi di esondazione del canale a lato di via Bosi, evidenziando in particolare che «non era stato realizzato alcun innalzamento dell'argine del canale di via Bosi, non era stato realizzato alcun canale di deflusso delle acque lungo via Bosi, non era stata data adeguata pendenza al canale posto tra i campi attigui alla via, mentre era stato aperto un ulteriore canale di scolo in un campo privato con conseguente scarico delle acque nel canale di via Bosi», in questo modo facilmente esondabile.
Evidenziata la situazione, l'on. foti non manca di citare nell'interrogazione la nota inviata da Enìa al Comune di Podenzano nel 2007, nella quale si invita l'Amministrazione a «porre in essere i provvedimenti necessari affinché i proprietari dei campi, o i titolari dei suddetti canali, individuino e realizzino un nuovo recapito per le acque di scolo» al fine di «eliminare l'anomala commistione tra la pubblica fognatura e i citati canali» e così «recuperare l'originaria funzionalità della rete fognaria». A detta nota, sottolinea il parlamentare, non seguiva però alcun intervento risolutivo da parte del Comune di Podenzano, che il 2 febbraio 2012 comunicava tra le altre cose come fosse in fase di definizione con il Consorzio di Bonifica di Piacenza, uno studio di fattibilità per la realizzazione del quale è stato assegnato un incarico professionale, «al fine di poter individuare soluzioni fattibili per la regimazione delle acque meteoriche provenienti dai canali esistenti», posto che lo stesso Comune non era riuscito «a ottenere la disponibilità dei terreni da parte dei soggetti privati terzi». «Non sfugge all'interrogante - scrive l'on. foti - che, al di là delle parole, il Comune di Podenzano si è ben guardato dal porre in essere interventi risolutivi al riguardo e neppure ha preteso che i terzi privati e/o il consorzio di bonifica di Piacenza facessero la loro parte». E soprattutto è cosa di "enorme gravità" il fatto che il Comune di Podenzano sostenga di non essere riuscito «ad ottenere la disponibilità dei terreni da parte dei soggetti terzi privati», «essendo evidente - sottolinea il parlamentare piacentino - che avrebbe potuto lo stesso, avendo il caso qui rappresentato i requisiti previsti dalla legge, procedere con l'occupazione d'urgenza dei terreni in questione e, successivamente, disporre per l'esproprio». foti chiede quindi ai Ministri interrogati «se e quali iniziative di competenza, a tutela dell'incolumità pubblica si intendano assumere al fine di evitare il reiterarsi di situazioni di grave pericolo». E ancora, se dei fatti citati risultino informate le autorità statali, se e quali interventi per l'accertamento degli stessi siano stati compiuti dai Carabinieri di Podenzano e se risultino avviate indagini.
da Libertà
