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Anche a livello comunaleLa riforma fiscale preveda
il quoziente familiare

Data: 08/05/2010

di TOMMASO FOTI *
E' difficile scrivere e parlare di riforma del nostro sistema fiscale senza scivolare nella facile demagogia, pur essendo chiaro a tutti che la riduzione della pressione fiscale è indispensabile per favorire la ripresa della crescita economica.
In merito, chi scrive ritiene fondamentale che la riforma fiscale preveda, innanzitutto, una nuova modulazione delle imposte in ragione della composizione del nucleo familiare.
L'Italia è infatti ancora oggi tra i Paesi europei che destinano la quota più bassa del proprio prodotto interno lordo a sostegno dei nuclei familiari. Una scelta politica che non favorisce certo la natalità, già penalizzata da altri fattori strutturali, come la bassa percentuale di donne inserite nel mondo del lavoro.
A livello comunale, l'idea dell'introduzione di un'imposizione tariffaria e tributaria che sostenga le famiglie più numerose si sta facendo strada.
E' il caso del Comune di Parma (retto da una maggioranza di centro-destra) che ha introdotto un sistema per rimodulare le tariffe per l'utilizzo dei servizi comunali in ragione del numero dei figli a carico del nucleo familiare, della presenza nello stesso di anziani, di disabili o di minori in affido, della situazione occupazionale dei genitori.
Ieri come oggi la priorità resta, dunque, un intervento legislativo che incrementi la deducibilità degli oneri sostenuti per i figli a carico e incentivi le nascite attraverso specifiche misure di sostegno fiscale. Una scelta onerosa, come qualcuno ci potrebbe obiettare, ma anche una scelta di campo destinata ad esaltare l'anima sociale del Popolo della Libertà".
* Parlamentare Il Popolo della Libertà

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