Data: 22/07/2009
«Basterebbe alzare Palazzo uffici di un piano per renderlo adatto ad ospitare anche la Provincia. Sarebbe una scelta di buon senso e condivisa da tutti i cittadini, purtroppo sono sicuro che le contrapposizioni politiche la affosseranno». Il sindaco Roberto Reggi ha lanciato ufficialmente dai banchi del consiglio comunale di ieri l'idea che circolava ufficiosamente da tempo. E prontamente sono arrivate le frenate del centrodestra, contrari non tanto all'idea, quanto alle modalità realizzative scelte dall'amministrazione comunale.
La presa di posizione del primo cittadino è arrivata al termine dell'estenuante e nervoso dibattito che ha accompagnato per due giorni (12 ore complessive) l'approvazione della variante urbanistica al Piano regolatore, indispensabile per la realizzazione del palazzo unico degli uffici comunali nell'area ex Unicem che si affaccia su via Conciliazione: la superficie utile passa così dai 6mila metri quadri della precedente versione a 9.500, divisi in 7.500 metri per gli uffici, 500 metri per la palazzina della polizia municipale e 1.500 metri commerciale. A favore la maggioranza, ad eccezione del no di Edo Piazza della lista civica («credo che il sindaco mi voglia comunque ancora bene, lo sto aiutando a non fare un errore su una pratica che ritengo sbagliata») e l'astensione di Bruno Galvani del gruppo misto («provvedimento caratterizzato da troppa velocità e poca attenzione»).
Ferocemente contraria la minoranza, con Gianni D'Amo (PiacenzaComune), Carlo Mazza (misto) e Marco Tassi (Pdl) che hanno avuto il compito di sintetizzare in dichiarazione di voto le ragioni del no.
Ma a tenere banco l'idea lanciata da Reggi: «Se la politica seguisse il criterio del buon senso - ha aggiunto il sindaco - potremo realizzare senza problemi una struttura che tenga conto delle esigenze nostre e di quelle della Provincia, consentendo ulteriori risparmi per le casse degli enti pubblici e migliorerando i servizi ai cittadini. Il presidente Trespidi andando al governo ha capito come sia difficile e dispendioso gestire gli immobili, se io fossi al suo posto inizierei subito a organizzarmi. Basterebbe alzare il nostro edificio di un piano - ha concluso - spero che la Provincia si convinca e magari lo proponga in sede di osservazioni della variante: ci sono 60 giorni, c'è tempo per ragionarci».
Tassi si è subito opposto: «La Provincia non lo vuole fare lì e a quelle condizioni». Ancora più duro il consigliere provinciale Tommaso Foti (Pdl): «Sono convinto che in Provincia nessuno abbia intenzione di prestare attenzione alcuna all'ipotesi di un palazzo uffici dell'ente nell'area ex Unicem. In ogni caso, se detta proposta venisse portata in consiglio provinciale a mero titolo esplorativo, certo non la voterei nemmeno sotto tortura, dal momento che tutte le obiezioni che il centrodestra ha sollevato in questi anni sul progetto sono ancora tutte in piedi».
Polemico con Foti il vicesindaco Francesco Cacciatore, che aveva abbozzato l'idea nel consiglio di lunedì: «Mi sarei aspettato rispondesse il presidente Trespidi, non vorrei fosse messo sotto tutela da parte di qualcuno».
Michele Rancati
