Data: 11/10/2012
Il doppio binario scelto dal consiglio provinciale di Piacenza (unione con Parma e referendum per passare in Lombardia) era stato portato dal presidente Massimo Trespidi al Consiglio delle autonomie locali ma "inspiegabilmente" dal tunnel del Cal e poi della Regione è uscito un solo binario: quello della Provincia di Piacenza e Parma (ed è già battaglia anche sul nome) mentre non c'è traccia del percorso referendario. Una "dimenticanza" che il Pdl piacentino giudica «uno sgarbo istituzionale senza precedenti, privo di buon gusto e carico di faziosità politica». «La proposta di riordino avanzata dalla Giunta regionale con deliberazione dell'8 ottobre da inviare al Consiglio regionale, omette di dare atto che con propria delibera n. 78 del 24 settembre 2012, il Consiglio provinciale di Piacenza ha avviato la procedura referendaria per il passaggio in Regione Lombardia» si dichiara in una nota firmata da Tommaso foti, coordinatore provinciale, Filippo Bertolini capogruppo in consiglio provinciale e Andrea Pollastri consigliere regionale. «La cosa è tanto più grave - proseguono - in quanto, mentre nella proposta di deliberazione della Giunta regionale si dà atto che "nessun Comune ha esercitato iniziative volte a modificare le attuali Circoscrizioni provinciali" - che quindi nessun Comune ha chiesto il distacco dalla Provincia di appartenenza secondo i dettami dell'Articolo 133 della Costituzione - nulla si dice della legittima decisione assunta dal Consiglio provinciale di Piacenza di attivare la procedura referendaria, arrivando persino ad ignorare l'esistenza di un atto, la cui piena pubblicizzazione è data dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 226 del 27 settembre 2012». «E' pur vero - si precisa - che anche nel verbale del Cal del 1° ottobre inspiegabilmente la decisione del Consiglio provinciale di Piacenza non risulta, ma ciò non toglie che, avendo la Regione e solo la Regione il potere di proposta al Governo, è quest'ultima che avrebbe dovuto evitare ogni disparità di trattamento». «Insomma - è la conclusione - la Regione Emilia-Romagna non perde occasione per continuare a dare schiaffoni al territorio piacentino, vuoi con il tentativo di sottrarre a Piacenza la centrale del 118, vuoi oggi con il tentativo maldestro e deplorevole di nascondere la libera volontà espressa da un organo legittimamente eletto dai piacentini, quale è il Consiglio provinciale». Per cercare di riattivare il secondo binario «il consigliere regionale Andrea Pollastri presenterà in Consiglio regionale un emendamento alla proposta di Delibera della Giunta «al fine di integrare l'atto in questione e ricostruire la verità dei fatti».
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da Libertà
