Camera

""Annullate il bilancio""

Data: 27/12/2005

giorni di festa non hanno impedito al centrodestra piacentino di affilare le armi dopo la vicenda che ha visto, giovedì scorso, il presidente del Consiglio Benedetto Ricciardi rendere inammissibili
tutti i 375 emendamenti presentati dall'opposizione al bilancio di previsione 2006. E mentre i consiglieri comunali di minoranza stanno valutando l'ipotesi di un esposto al Prefetto, dove si recheranno questa mattina per fissare un appuntamento, la questione sta per approdare anche sul tavolo del Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu
al quale il parlamentare piacentino Tommaso Foti (An) ha indirizzato un dettagliata interrogazione a risposta scritta sull'accaduto.
E la soluzione ipotizzata per l'intera vicenda, sarebbe delle più gravi: l'annullamento straordinario della delibera con cui è stato approvato il bilancio e di ogni altro atto ad esso allegato, vista «l'evidente violazione di legge che inficia il regolare iter amministrativo».
E a finire nel mirino dell'iniziativa parlamentare, questa volta, non è soltanto il presidente del Consiglio Ricciardi, ma anche il segretario generale del Comune di Piacenza, Enrico Gadola, colpevole, secondo Foti, di non avere svolto il suo dovere. «Particolarmente grave - si legge infatti nel testo del documento inviato a Roma -
risulta sul punto l'atteggiamento del segretario generale, Enrico Gadola cui - giusto in base a quanto disposto dall'articolo 97, comma 2, del vigente decreto legislativo 267 del 2000 - compete di svolgere ""compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico - amministrativa nei confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti". Il segretario, infatti, si è ben guardato, come invece
era suo preciso dovere, di far rilevare a verbale l'irregolarità e la contrarietà alle leggi, allo statuto e al regolamento del Consiglio comunale di Piacenza, dell'azione posta in essere dal presidente Ricciardi».
Niente ricorsi al Tribunale amministrativo, quindi, ma un'azione che punta direttamente a chiedere un parere sull'accaduto al ministero.
«Il timore - commenta il capogruppo di Forza Italia Massimo Trespidi - è che tutto finisca in un nulla di fatto, ma credo sia fondamentale manifestare in tutte le sedi adeguate il gravissimo torto che tutto il Consiglio comunale ha subito. Purtroppo non esistono più organi di
controllo regionali ai quali rivolgersi direttamente ma è importante porre in essere azioni concrete di denuncia perché quello che è avvenuto non ha precedenti nella nostra città». Ma i disagi, di fronte all'intera vicenda legata al bilancio, non ha creato disagi soltanto all'interno della minoranza. Al di là infatti del rigoroso "silenzio" con cui il centrosinistra si è limitato a votare il documento, gli applausi in aula al momento dell'approvazione non sono
stati poi così unanimi e i "mugugni" già esistenti all'interno della coalizione di maggioranza, non hanno accennato a diminuire.
Una cosa, insomma, sembra essere chiara a qualche giorno di distanza dall'approvazione del bilancio: se con questo atto l'obiettivo di Roberto Reggi era quello di fare uscire allo scoperto i "dissidenti" della sua coalizione, non solo l'obiettivo potrebbe non essere stato
centrato ma anzi, il prossimo banco di prova potrebbe essere per il primo cittadino ancora più temibile. E, visti i temi scottanti che aspettano l'Amministrazione al varco (e il Psc non è che uno di questi), il sindaco Reggi per alcuni farebbe bene a fare con attenzioni i suoi calcoli per non rischiare di ritrovarsi nella stessa situazione che lo costrinse, in passato, a ritirare importanti documenti di fronte all'insanabile spaccatura con il suo stesso
schieramento.

da la Cronaca

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TommasoFoti
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