Data: 20/07/2010
Se venisse centrato, sarebbe il bersaglio del secolo per Piacenza, inseguito da poco meno di trent'anni: liberare ad uso civile le aree militari. E incrementare l'occupazione al polo militare trasferito in un nuovo stabilimento, trattenendo (ecco la novità) più di metà dei metri quadrati disponibili a verde.
La proposta uscita dal tavolo del Comune di Piacenza - che Libertà ha anticipato nei giorni scorsi - sembra aver trovato l'equilibrio necessario per raccogliere il massimo consenso istituzionale, per saldare la visione politica del centrodestra e del centrosinistra.
Verrà illustrata alla cittadinanza, ma ieri a Palazzo Mercanti hanno trovato un'intesa sostanziale parlamentari, amministratori, sindacati confederali («Sembra la volta buona» commentava Massimiliano Borotti, segretario della Uil), fuori dalla porte le rsu e il Comitato Pertite che hanno manifestato in piazza dopo la loro esclusione (e nel merito).
Il sindaco Roberto Reggi ha parlato a nome di tutti: «Si è lavorato ai massimi livelli, abbiamo elaborato una proposta che inoltreremo al ministero della Difesa con una lettera d'accompagnamento, chiedendo che si esprima». C'è una «sostanziale condivisione», punti ancora aperti ma una piattaforma interlocutoria certa da sottoporre al governo. Un'architettura già condivisa con i capigruppo consiliari e sottoposta al Comitato Pertite e frutto del lavoro del vicesindaco Francesco Cacciatore che l'ha illustrata. In estrema sintesi: l'operazione di basa su 740mila metri quadrati di aree militari disponibili di cui 380 mila verrebbero tenute a verde (200mila a verde pubblico, 180mila a verde privato), con un recupero del patrimonio storico dei bastioni farnesiani, del vallo e dell'area dei Pontieri intorno a Palazzo Farnese.
Nell'area Artale-Pertite i militari vorrebbero dislocare il nuovo stabilimento produttivo oggi all'ex Arsenale e il reggimento Pontieri, utilizzandola «tutta» ha detto Reggi, calcando la voce su quel «tutta». Mentre il Comune ha messo un paletto su 120 mila metri quadrati di verde pubblico: «Non certo un francobollo, ma un'estensione pari al parco di Montecucco».
E' questa l'ipotesi che il tavolo ritiene «sostenibile» sia sotto il profilo finanziario - libererebbe risorse per 100milioni di euro sufficienti a costruire un nuovo e moderno stabilimento - sia sotto il profilo delle volumetrie previste con un incremento di residenza per 2mila abitanti.
All'incontro erano presenti gli onorevoli Tommaso Foti, Massimo Polledri (Pdl), Paola De Micheli e Maurizio Migliavacca (Pd), l'assessore regionale Paola Gazzolo, i consiglieri regionali Andrea Pollastri (Pdl) e Stefano Cavalli (Lega), i sindacalisti Marina Molinari (Cisl), Stefania Bollati, Paolo Chiappa (Cgil) e Massimiliano Borotti (Uil).
Patrizia Soffientini
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