Camera

Armani(AN): ritornare alla navigabilità del Po

Data: 05/04/2006

«L'abolizione dell'Ici sulla prima casa rientra nel programma di Alleanza nazionale, è una vecchia battaglia che stiamo portando avanti dal 1997».
Il presidente della commissione ambiente e lavori pubblici alla Camera, Pietro Armani, ieri a Piacenza per presentare il programma economico di An, ha rivendicato la ""paternità"" della novità annunciata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi, durante il confronto televisivo con il leader dell'Unione Romano Prodi. «L'abolizione dell'Ici sulla prima casa coincide con l'impegno di An, dopo l'introduzione dell'imposta nel 1992 da parte del governo Amato, perché comporta di fatto una doppia tassazione sull'immobile in questione». L'esponente di Alleanza nazionale, presente ieri insieme al candidato piacentino alla Camera Tommaso Foti, ha incontrato anche gli esponenti delle categorie economiche del territorio, tra i quali il presidente e il direttore di Confindustria Piacenza, Sergio Giglio e Cesare Betti. Un'occasione per parlare di Vision Piacenza 2020, ed elencare alcune priorità, sotto il profilo delle infrastrutture, del piacentino: tra queste rientrano la Statale 45 e il secondo ponte sul Po, l'efficacia di una logistica «correttamente intesa», e soprattutto la navigabilità del grande fiume. «Circa 16 milioni di persone abitano nei comuni rivieraschi, e la realizzazione di un grande parco naturalistico sulle sponde è utopistico - commenta Armani -, mentre è importante ritornare alla navigabilità del fiume, il che consentirebbe di ridurre il consumo di energia e i costi di trasporto, senza contare le esigenze di sviluppo della qualità dell'agricoltura: alcuni bacini di compensazione potrebbero essere utilizzati come bacini d'acqua».
Il presidente della commissione ambiente e lavori pubblici auspica un «rilancio del nucleare, compromesso dallo sciagurato referendum del 1987. l'Enel sta concludendo un accordo che riguarda una grande impresa elettrica in Slovacchia, che detiene il controllo su due vecchie centrali nucleari. Recuperando il know-how necessario, e soprattutto sperando in un esito positivo del referendum costituzionale, sarà possibile recuperare energia che rispetti i parametri di Kyoto».

da Libertà

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