Data: 20/11/2012
«La ventilata chiusura dell'Atlantis di Sariano appare frutto di una scelta aziendale che non è neppure minimamente condivisibile». Così il parlamentare piacentino Tommaso foti del PdL, al termine del vertice di ieri nel palazzo della Provincia di via Mazzini, convocato dall'assessore provinciale al lavoro Andrea Paparo. È il tempo del confronto serrato e degli ultimi appelli. Appelli che, ieri, hanno preso la forma di un documento condiviso da istituzioni e parti sociali, elaborato in vista dell'incontro al ministero dello Sviluppo economico sul caso Atlantis, previsto per il 29 novembre. Nessuno sconto all'azienda da parte delle istituzioni piacentine: nei confronti di Azimut Benetti, presente al vertice, resta il muro contro muro. «È giusto e doveroso esigere risposte appropriate e serie da parte della proprietà - dice foti -. Tuttavia nella riunione che si dovrebbe tenere al Ministero dello sviluppo economico il prossimo 29 novembre dovremo chiedere al Governo anche immediati interventi a favore dell'industria nautica che è e rimane un'eccellenza della produzione industriale italiana».
Il deputato fornisce alcuni dati di quello che è visto come un vero e proprio naufragio. «Si tratta di un comparto che è passato dai 6,4 miliardi di fatturato del 2008 ai 2,5 miliardi previsti per il 2012, dei quali l'80% dipendente da commesse provenienti dall'estero. Il mercato interno - sostiene ancora foti - è infatti stato praticamente azzerato dalla tassa di stazionamento, poi corretta in tassa di possesso, imposta inopinatamente dal Governo Monti, Per non parlare dell'estenuante burocrazia, che soffoca il settore della nautica, e degli squilibri nel redditometro, che penalizzano chi compra una barca rispetto a chi acquista un'auto di lusso. Se non vogliamo che nei prossimi mesi si moltiplichino i casi Azimut - conclude foti - occorre che il Governo assuma adeguate ed urgenti iniziative che consentano alle aziende leader del settore della nautica di potere predisporre dei piani industriali».
da Libertà
